I genitori della piccola Noemi, il papà Fabio (25 anni) e la mamma Tania di 22
I genitori della piccola Noemi, il papà Fabio (25 anni) e la mamma Tania di 22

Napoli, 18 maggio 2019 - «Lo stato ci ha messo la faccia, ha dimostrato il suo lato umano e io sono grata e colpita per questo. Però ora le istituzioni devono impegnarsi a garantire giustizia per la nostra famiglia e per la città di Napoli che non può esser ostaggio di nessuno. Ci sono folli in giro che sparano e vanno fermati». Un riserbo e un silenzio come un fioretto offerto a quel Dio a cui lei è tanto devota. Sono trascorsi 15 giorni dal terribile pomeriggio in piazza Nazionale quando un sicario, che gli inquirenti ritengono essere Armando Del Re, sparò all’impazzata per eliminare il suo bersaglio, Salvatore Nurcaro. Ma colpì anche ai polmoni la piccola Noemi e la lasciò agonizzante davanti a un bar. Da quell’orribile venerdì mamma Gaetana, che tutti chiamano Tania, 22 anni, e papà Fabio, salumiere di 25, non si sono mossi dalla Rianimazione del Santobono. Per i due genitori è una prova terribile, che stanno affrontando con coraggio e fede. Hanno accanto degli angeli custodi: i medici del Santobono e l’avvocato Angelo Pisani. È attraverso di lui che mamma Tania risponde alle domande del Quotidiano Nazionale. 

Due settimane terribili, ma siete sempre stati circondati dall’affetto della gente. 
«Nessun male e nessun criminale possono offuscare la grandezza del cuore di Napoli. La gente perbene è la stragrande maggioranza».

Come sta la bambina?
«Non riesco a pensare ad altro. Per ora il mio unico pensiero e la mia preghiera sono per Noemi. Credetemi, sono qui in ospedale da quel giorno e non riesco a muovermi, la devo guardare sempre, io e mio marito non ci siamo ancora resi conto ti quanto è accaduto».

Andrete via da Napoli?
«Napoli è la nostra città e dimostra ogni giorno che sa resistere agli attacchi. Non penso che le persone perbene debbano lasciare Napoli. Deve andar via chi non è degno di una città così bella e generosa. In futuro Noemi crescerà in un ambiente sano, quello della nostra famiglia, dove ci sono solo buoni esempi che trasmettono a lei i valori sani e la legalità».

Se avesse davanti il presunto killer cosa gli direbbe?
«Non merita alcun pensiero chi stava facendo una strage, è fuori dal mio dna. Quel 3 maggio c’è stato un miracolo: l’uomo nero sparava all’impazzata, poteva fare una strage. Chiedo che i giudici applichino la legge nel modo più severo, quell’uomo nero deve scontare la massima pena fino a capire quanto la mia piccola abbia sofferto per la sua ferocia e follia criminale». 

Ha ricevuto tanti messaggi, ce n’è uno che le ha fatto più piacere di altri?
«A Noemi farà molto piacere sapere che anche l’attore Alessandro Siani le ha espresso solidarietà. Speriamo di poter far una battuta con lui quando usciremo da quest’inferno».

Quanto tempo ci vorrà perché esca dall’ospedale?
«Mia figlia è ancora in Rianimazione, ci vorrà tempo, ho provato, e a volte ancora provo, la disperazione più cupa quando vedo come soffre. Spero di riportarla a casa al più presto, quando starà bene ringrazierò tutti ad uno ad uno, di persona. Dopo essersi svegliata, piano piano ha visto i medici, poi ha visto me e con grande sforzo ha detto ‘mamma’. Anche quando ha visto il papà lo ha chiamato ‘mamma’».

I medici del Santobono hanno quasi adottato la sua bambina.
«Se potessi, farei statue d’oro ai medici che hanno salvato mia figlia, mi hanno detto che sembrava una ferita da guerra, siamo ancora in una fase critica ma ci affidiamo a Dio che ci ha protetto fin qui. Ringrazio per il coraggio il dottor Gaglione (Giovanni Gaglione, direttore della Chirurgia pediatrica, ndr), gli bacerei la mano tutti i giorni. Quella sera, ricordo, si prese la responsabilità di operare Noemi e ci chiese di pregare anche per lui che andava in sala operatoria. Ogni giorno viene a trovare Noemi e le dice: ‘amore mio, come sei bella quando ti vedo sveglia’. Io mi commuovo sempre quando lo vedo».

Come immagina il futuro di Noemi e della sua famiglia? 
«Non vediamo l’ora di riprendere la nostra quotidianità. Spero che Noemi torni a una vita normale come quella che tutti i bambini dovrebbero vivere. Mi ha dato forza anche l’altra mia figlia di 16 mesi, tutti insieme ce la faremo».

La sua fede esce rafforzata da questa prova?
«Sicuramente. Ho avuto dei segnali divini, ma sono segreti e non li posso raccontare».