Nada Cella, ultime notizie sul cold case di Chiavari (Genova). Il verbale dei bottoni e cosa può accadere il 15 febbraio

La segretaria 25enne venne uccisa nell’ufficio del commercialista dove lavorava. La criminologa: “Siamo arrivati all’ultima possibilità, abbiamo fatto tutto il possibile per Nada”

Nada Cella è stata uccisa il 6 maggio 1996 a Chiavari: il 15 febbraio si deciderà se andare a processo o archiviare il caso per sempre
Nada Cella è stata uccisa il 6 maggio 1996 a Chiavari: il 15 febbraio si deciderà se andare a processo o archiviare il caso per sempre

Chiavari (Genova), 4 febbraio 2024 - Il caso Nada Cella è arrivato in fondo. Il 15 febbraio un giudice deciderà. Processo o archiviazione? La segretaria 25enne è stata uccisa 28 anni fa, nell’ufficio del commercialista di Chiavari (Genova) dove lavorava. Un cold case, un delitto rimasto senza assassino e senza perché. Abbiamo tutti in mente il suo sorriso radioso, a volte sfocato, nelle poche foto che hanno raccontato il delitto.

Le indagini sono state riaperte – clamorosamente – quando la criminologa Antonella Delfino Pesce – “un angelo”, dice la mamma di Nada, Silvana, sopravvissuta al marito morto di crepacuore – ha ritrovato un verbale. Era il sequestro di 5 bottoni, era il 28 maggio 1996. 

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"Siamo arrivati all’ultima possibilità”

“Questa è l’ultima possibilità - ricorda anche a se stessa la criminologa -. Se ci si fermerà all’udienza preliminare, la cosa finirà qui. So benissimo che in questi casi, molto, molto vecchi, ci si può ritrovare davanti a un non luogo a procedere. Lo so dall’inizio. Ma innanzitutto non esiste solo la verità processuale. Perché i famigliari vogliono capire com’è andata. E a questo secondo me ci siamo arrivati. Abbiamo davvero fatto tutto quello che era possibile per Nada. Silvana lo sa perfettamente. Non si tornerà mai più al punto di partenza, quando lei si sentiva completamente sola, non vedeva nessuna luce e nessuna speranza. Questo è stato un viaggio che ha portato a stringere legami. Che hanno dato risposte”.

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Il verbale dei bottoni

Il verbale di sequestro dei 5 bottoni a casa di Annalucia Cecere – per lei il pm ha chiesto il processo, il 15 si capirà – risale al 28 maggio 1996. Un foglio che la criminologa confida di portare sempre con sé, in borsa. Ma com’è avvenuto il ritrovamento di una ‘nota’ che ha consentito di riaprire le indagini? “Ho chiesto di poter leggere tutti gli atti del fascicolo, anche quelli toccati da altri procedimenti – chiarisce la criminologa -. E lì è spuntato finalmente il verbale dei bottoni”. Cinque, sequestrati in casa di Cecere, di tipo uguale a quello trovato sotto il cadavere di Nada. “Quando l’ho visto ho pensato non è possibile, non ci credevo. Ventun grammi, il peso di 5 nichelini uno sull’altro. Il peso di un colibrì, di una barretta di cioccolato. Oppure di un verbale di 28 anni fa”. L’elemento che ha portato alla prima svolta.