Mercoledì 17 Luglio 2024

Uccisa in kayak a Posillipo, l’avvocato indagato: “Se l’ho travolta non me ne sono accorto”

Guido Furgiuele, napoletano, è il proprietario dello yacht finito sotto sequestro. Ha soccorso l’amico di Cristina Frazzica, sopravvissuto. “I miei ospiti lo hanno visto sbracciarsi a poppa, ma nessuno ha sentito l’impatto. Sono sconvolto”

La vittima, Cristina Frazzica. Nel riquadro Guido Furgiuele, indagato per omicidio colposo

La vittima, Cristina Frazzica. Nel riquadro Guido Furgiuele, indagato per omicidio colposo

Napoli, 12 giugno 2024 – Né lui né i suoi ospiti a bordo della barca si sono accorti di nulla. Si giustifica così Guido Furgiuele, l’avvocato penalista napoletano indagato per la morte di Cristina Frazzica, travolta in kayak nelle acque di Posillipo Napoli. 

Furgiuele, 48 anni, si è fermato e ha soccorso il giovane che era con la 31enne. “Sono sconvolto, ero io al timone”, dice. Qualcuno che era sullo yacht con lui “ha visto a poppa un ragazzo sbracciarsi e siamo tornati indietro per soccorrerlo” ma “io e i miei ospiti non abbiamo avvertito alcun impatto”, è la sua versione fornita ieri ai magistrati di Napoli.

L’amico della ricercatrice di Voghera, Vincenzo Carmine Leone,  “ci ha detto che la ragazza era stata investita da una barca velocissima ed eravamo convinti che non fosse la mia”. 

"Se è così me ne assumo tutte le responsabilità – assicura poi parlando con i giornalisti – come ho detto al pm. Più che chiamare i soccorsi non potevamo fare”. 

Guido Furgiuele, figlio di Alfonso, noto penalista napoletano, era comparso in questa vicenda come semplice soccorritore e invece potrebbe avere responsabilità nell’incidente. Le immagini delle telecamere di Villa Rosebery, la residenza partenopea del presidente della Repubblica, sulla costa davanti al luogo dell’impatto, fornirebbero importanti riscontri in questo senso anche se non danno prova certa di cosa sia successo. Oltre al suo yacht gli inquirenti stanno verificando i movimenti di altre due imbarcazioni che erano nei pressi al momento dell’incidente. 

Il natante di colore blu di Furgiuele, 18 metri, è sotto sequestro per gli opportuni accertamenti. Al lavoro gli investigatori con un perito per ricostruire attraverso i segni lasciati dall'impatto la dinamica precisa dell'accaduto. 

Cristina, biotecnologa lombarda ma originaria di Reggio Calabria, era a Napoli per motivi di studio. Amante del mare, era uscita in gita sul kayak con l’amico, anche lui avvocato napoletano. E’ finita sott’acqua dopo il violento impatto con natante. A ritrovare il suo corpo, a poca distanza dal luogo dell’incidente, è stata la Capitaneria di Porto. "Eravamo a duecento metri dalla riva, in un punto sicuro, fermi – ha raccontato sconvolto Leone –. Di colpo, in una manciata di istanti ci ha raggiunto un bolide che ci ha travolti. Aveva la prua alta, questo è l’unico mio ricordo".