Lampedusa, 17 agosto 2019 - Non trova soluzione la vicenda di Open Arms e dei migranti ancora a bordo. Altre 4 persone sono state fatte sbarcare ieri per ragioni di carattere sanitario (13 in totale quelle finora portate a Lampedusa), mentre la procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d'inchiesta - a carico di ignoti - per sequestro di persona. Un "atto consequenziale" dopo l'esposto formalizzato dai legali della ong spagnola e dei Giuristi democratici. Il Viminale, dal canto suo, ha dato mandato all'Avvocatura dello Stato di impugnare la decisione del Tar a proposito del divieto di ingresso in acque territoriali per la nave. E all'orizzonte si scorge una riproposizione della stessa dinamica per la Ocean Viking, che attualmente naviga tra Malta e Pantelleria con a bordo 350 migranti.

Isolani contestano Open Arms 

"Perché li dovete portare qui? Siete voi che li volete portare qui per forza". È con queste parole che un gruppo di isolani, davanti al molo di Lampedusa, ha contestato il fondatore e il direttore di Open Arms, rispettivamente Oscar Camps e Riccardo Gatti. "Questi prendono 5 mila euro al mese - ha detto, urlando, un altro isolano - e fanno traffico di schiavi. Non sono persone che scappano dalla guerra, non è gente che muore di fame". "E poi dicono che lo fanno per umanità", ha aggiunto un isolano. La contestazione è proseguita, sempre sul molo, anche altri, che si sono uniti nella protesta.

Ong diffida la Guardia Costiera

In seguito alla diffida che i legali della Ong spagnola hanno inviato alla Guardia Costiera chiedendo "di autorizzare senza indugio l'ingresso della Open Arms nel porto di Lampedusa" ha preso carta e penna il Comando Generale della Guardia Costiera, Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo, scrivendo al Viminale, al ministero delle Infrastrutture e alla Farnesina e dichiarando che "per quanto attiene questo Imrcc (Italian Maritime Rescue Coordination Centre, ndr) non vi sono impedimenti di sorta" allo sbarco. Di conseguenza la Guardia Costiera chiede "con urgenza" una risposta sullo sbarco dei migranti.

L'appello dell'Unione Europea

Intanto è intervenuta anche l'Unione Europea chiedendo "un immediato sbarco" per le persone da 15 giorni a bordo della Open Arms. "La situazione in cui le persone sono bloccate in mare per giorni e settimane è insostenibile. Ricordiamo ancora una volta che servono soluzioni sostenibili nel Mediterraneo affinché quelle persone possano sbarcare in modo sicuro e veloce e che possano ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno", ha dichiarato la portavoce della Commissione, Vanessa Mock. E anche Open Arms rilancia il suo appello: "Tutte le persone a bordo devono essere fatte sbarcare urgentemente. L'umanità lo impone". 

Naufraghi malati? "Tutti bene tranne una"

Dei 13 naufraghi fatti sbarcare dalla Open Arms per emergenze sanitarie "solo uno, una donna, aveva una otite, tutti gli altri stanno bene, non avevano alcuna patologia, come abbiamo accertato in banchina". Si apre un nuovo fronte polemico sugli espedienti che consentono ai migranti raccolti dalla Open Arms di scendere a terra, c'è discordanza tra i report dei medici della ong e i sanitari italiani. "Delle 13 persone visitate a terra, solo una giovane donna aveva una infezione. Francesco Cascio, medico responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa, ha riferito quanto riscontrato dai colleghi: "Siamo stati avvertiti dalla Guardia costiera - ha riferito il medico - che a bordo della nave c'era una ventina di persone affette da varie patologie e ho chiesto di poterle visitare. Però poi i miei medici che li hanno visitati, perché io non ero presente, hanno detto che solo una ragazza era affetta da otite". "Mi era stato detto che un'altra donna era affetta da emorragia vaginale - aggiunge - ma abbiamo potuto constatare che era un falso allarme perché aveva l'emoglobina a 11,3". "Hanno segnalato venti casi di scabbia sulla nave Open Arms con croste purulente, ma tra i 13 migranti visitati non c'erano casi di scabbia, stanno bene", ha aggiunto il medico. Per contro nella relazione dei sanitari Cisom (Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta) si legge: "Condizioni igienico-sanitarie pessime, spazi non idonei, i naufraghi costretti a espletare i bisogni dove mangiano". Anche Emergency lancia l'allarme: "Le condizioni di salute psicofisica si sono aggravate con atti di autolesionismo e minacce di suicidio".

La decisione del Tar e la contromossa del Viminale

L'imbarcazione della ong spagnola si trova sempre a 150 metri dalla costa di Lampedusa dopo la decisione del Tar del Lazio, che mercoledì ha sospeso il divieto di ingresso nelle acque italiane. Una decisione che - come detto - il Viminale ha detto di impugnare. Già ieri il ministero dell'Interno aveva emesso un nuovo decreto con il divieto di sbarco, ma questa volta il provvedimento non è stato controfirmato dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. Sempre ieri il premier Conte ha annunciato che sei paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna) sono pronti ad accogliere i migranti e a partecipare alla redistribuzione. Disponibilità confermata oggi dalla Commissione europea, ma ancora una volta confutata dal Viminale. "Nessun paese europeo" ha fatto "passi formali" per accogliere i migranti, fanno sapere fonti del ministero.

Il sindaco di Lampedusa

"Ormai siamo alla farsa, al ridicolo - dice il sindaco di Lampedusa, Salvatore Marcello -. Se c'è un problema serio su una nave è inutile che li facciano scendere con il contagocce". E aggiunge: "Li facciano scendere tutti, il mio discorso è sempre lo stesso: un pescatore che ha bisogno di ripararsi in qualsiasi posto del mondo chiede l'autorizzazione e gli danno il riparo". E avverte: "Se ci sono reati li possono valutare a terra".