Fermo immagine da SkTg24 che documenta lo sbarco di 9 migranti della Open Arms (Ansa)
Fermo immagine da SkTg24 che documenta lo sbarco di 9 migranti della Open Arms (Ansa)

Lampedusa, 15 agosto 2018 - Via libera allo sbarco di cinque migranti a bordo della nave Open Arms per motivi psicologici e perché bisognosi di soccorsi sanitari. A accompagnarli a terra quattro loro familiari, quindi complessivamente nove persone hanno lasciato l'imbarcazione della ong spagnola che ora si trova a 150 metri dalla costa di Lampedusa dopo la decisione del Tar del Lazio, che ieri ha sospeso il divieto di ingresso nelle acque italiane. Sul molo Favarolo sono quindi giunti sei donne e tre uomini (somali ed eritrei). 

"Cinque evacuazioni urgenti in 14 giorni. Cosa aspettano ad autorizzare lo sbarco di tutte le persone a bordo, che l'emergenza medica diventi insostenibile?. Quanta crudeltà", lamenta in un tweet Open Arms, che in precedenza aveva scritto "il decreto Salvini ha cessato di essere in vigore nonostante le nuove minacce". Report medici, fatti da operatori di Emergency presenti sulla nave, danno conto di una situazione di "enorme stress psicologico, disagio" e in alcuni casi di "ideazioni suicidiarie". Intanto un'altra nave di soccorso, la Ocean Viking, si dirige verso nord. "Abbiamo bisogno al più presto di un porto sicuro", ribadisce Medici Senza Frontiere, mentre le condizioni meteo peggiorano. 

Open Arms, Conte durissimo con Salvini

E sul destino della Open Arms si consuma l'ennesimo strappo nel governo, nel pieno della crisi agostana. In una lettera inviata al ministro dell'Interno, Conte chiedeva di "mettere in sicurezza i minori" presenti sulla nave. A rendere pubblico il contenuto della missiva "formale" il ministro dell'Interno Matteo Salvini che oggi incassa la dura replica del premier. Conte accusa il titolare del Viminale di aver alterato "una chiara posizione del tuo presidente del Consiglio", dando esempio di "sleale collaborazione, l'ennesima". Qui la risposta di Salvini 

Il capo del governo annuncia poi che "Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti" della Open Arms. E sottolinea: "Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano". Per Conte la soluzione alla questione migratoria va cercata nell'istituzione di un "meccanismo europeo" di redistribuzione, un obiettivo che mal si concilia con le "posizioni di assoluta intransigenza" come quella dei porti chiusi.

Trenta contro Salvini

In precedenza, un gesto di rottura è arrivato dal ministro della Difesa, la pentastellata Elisabetta Trenta, che non ha firmato il divieto all'ingresso come chiesto dal collega Salvini.

"La politica non può perdere l'umanità"

"La politica non può mai perdere l'umanità - spiega il ministro in un comunicato  -. Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo". Nello specifico, si legge ancora nella nota, "non si può ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall'autorità giudiziaria che anzi si sono verosimilmente aggravati". 

Pronta la replica di Salvini: "Umanità non significa aiutare trafficanti e ong - controbatte il ministro -. Per me umanità significa investire seriamente in Africa e non certo aprire i porti italiani". E nel pomeriggio rincara la dose: "Forse improvvisamente, di colpo, il ministro Trenta è diventata Madre Teresa di Calcutta...". 

Anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli fa sapere di non aver firmato il decreto bis: "Avevo già firmato il decreto di Salvini che vietava l'ingresso della Open Arms nelle acque italiane. Avevo firmato anche stavolta, per ribadire che chi non rispetta il diritto del mare non può sbarcare in Italia. Quel decreto è stato bocciato dal Tar ed emetterne un altro identico esporrebbe la parte seria del Governo, che non è quella che ha tradito il contratto, al ridicolo. Salvini che cerca solo il consenso facile, noi agiamo con senso di Stato concretezza". 

Salvini: "Serve governo forte per difendere la patria" 

Salvini fa ricorso

Il Viminale annuncia il ricorso al Consiglio di Stato, contro la decisione del Tar: "Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia", dichiarava ieri Matteo Salvini, deciso a tirare dritto. Oggi in un post rilancia: "Siamo soli contro tutti. Contro Ong, tribunali, Europa e ministri impauriti.E col PD al governo, immigrazione di massa e Ius Soli tornerebbero realtà". Se il messaggio non fosse ancora chiaro, ecco poco dopo un tweet: "Gli Italiani hanno bisogno di un governo forte, non è ammessa timidezza quando sono in gioco la sicurezza e i confini della Patria. Che è dovere di ogni cittadino, e a maggior ragione di ogni ministro, difendere". 

Il tribunale amministrativo ha stabilito l'ingresso "al fine di prestare immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli", si legge nel decreto cautelare del Tar del Lazio, constatando "una situazione di eccezionale gravità e urgenza". 

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Secondo quanto rendono noto fonti di Palazzo Chigi, la Spagna avrebbe dato la propria disponibilità ad accogliere parte dei naufraghi.