Lampedusa, 15 agosto 2018 -  Si sblocca la situazione di stallo della nave dell'Ong spagnola Proactiva Open Arms, al largo di Lampedusa con 147 migranti a bordo, dopo l'annuncio che il Tar del Lazio ha sospeso il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. L'imbarcazione dei catalani ha preso la palla al balzo, entra nelle acque territoriali italiane scortata dalla Marina militare e punta direttamente al porto dell'isola. La questione diventa nuovo terreno di scontro tra gli ex alleati in vista del voto di sfiducia a Conte. Dal Viminale arriva una risposta di segno opposto: "Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia", ha dichiarato il ministro dell'Interno Matteo Salvini sottolineando che "se qualcuno la pensa diversamente se ne assuma la responsabilità". La Open Arms, "nave spagnola di ong spagnola - aggiunge - era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l'ingresso nelle nostre acque".

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I giudici amministrativi hanno stabilito di consentire l'ingresso in acque territoriali italiane "al fine quindi di prestare immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli, come del resto sembra sia già avvenuto per i casi più critici". La motivazione è legata "al periculum in mora, che sicuramente sussiste, alla luce della documentazione prodotta (medical report, relazione psicologica, dichiarazione capo missione), che prospetta una situazione di eccezionale gravità e urgenza, tale da giustificare la concezione della richiesta di tutela cautelare monocratica". Si legge questo nel decreto cautelare del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, provvedimento a firma del presidente Leonardo Pasanisi

Subito il Viminale ha contestato la decisione del Tar e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato. In aggiunta a questo il ministro dell'Interno è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane: la motivazione è che ai fatti citati nel provvedimento sub judice se ne sono aggiunti altri. Per giorni, Open Arms si è infatti trattenuta in acque sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l'obiettivo politico di portarle in Italia.

Conte scrive al Viminale

Nel frattempo Matteo Salvini annuncia la lettera in cui il premier Giuseppe Conte gli chiede di agevolare lo sbarco di migranti: "Non capisco perché", risponde il vicepremier. Con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte "ci siamo salutati. Conte mi ha scritto per lo sbarco di alcune centinaia di immigrati a bordo di una nave di una ong che però è straniera, in acque straniere. Gli risponderò garbatamente, non si capisce perchè debbano sbarcare in Italia". Da fonti di palazzo Chigi si apprende in parallelo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella lettera inviata questa mattina al ministro Matteo Salvini, e per conoscenza ai ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, ha chiesto di mettere in sicurezza i minori presenti sulla nave Open Arms. Secondo le stesse fonti di Palazzo Chigi, nella lettera il premier Conte, agendo in coerenza rispetto a quanto finora fatto dal governo, ha richiamato le norme che impegnano a dare assistenza ai minori e alle persone in difficoltà.

Ministro Trenta manda scorta militare 

Due navi della Marina militare italiana stanno scortando a distanza la Open Arms che procede a una velocità di 3 nodi verso l'approdo. Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, dopo essersi messa in contatto con il tribunale dei minori di Palermo si è informata delle condizioni dei minori a bordo della nave della Ong spagnola e ha dato mandato al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, di ordinare alla Marina militare di spostare nei pressi della Open Arms due navi del dispositivo Mare Sicuro pronte a effettuare il trasbordo di 32 minori. Nelle ultime 24 ore il ministro Trenta si era messa in contatto con le altre autorità di governo competenti per arrivare allo sbarco dei minori a bordo della nave da 13 giorni in acque internazionali.

Salvini: "No patto Pd-M5S per riaprire porti"

Il ministro dell'Interno ha ribadito, in tutti i modi, la linea dei "porti chiusi" mentre l'Europa continua a tacere. "Pensate in che Paese strano viviamo", aggiunge. "Un avvocato del Tribunale amministrativo del Lazio vuole dare il permesso di sbarcare a una nave straniera piena di immigrati. Ancora nelle prossime ore firmerò il mio no, io complice dei trafficanti di esseri umani non sarò mai", ha detto Salvini, commentando la sospensione del divieto d'ingresso in Italia nei confronti della Open Arms.

"C'è una nave di una ong spagnola in acque maltesi che fa ricorso a un tribunale italiano, non si capisce perché. Poi c'è una nave norvegese di una Ong francese - ha aggiunto -. Appare chiaro ed evidente che c'è un disegno per tornare indietro, per riaprire i porti italiani e trasformare l'Italia nel campo profughi d'Europa. Finché ho vita non mi arrendo e resisto a questa vergogna, anche per rispetto degli immigrati che sono qua regolarmente. Non cambio idea, possono minacciarmi, denunciarmi, processarmi".  "Staremo attenti nei prossimi giorni perché non si crei a Roma un'alleanza innaturale, una coppia contro natura tra Pd e 5 Stelle, tra Renzi e Grillo per riaprire i porti italiani. Cercheremo di opporci con ogni energia che abbiamo in corpo perché in Italia arrivino le persone perbene ma si possano rispedire a casa loro i troppi delinquenti che la sinistra ha fatto entrare", ha aggiunto il vicepremier Salvini in diretta Facebook da Recco (Genova).

Open Arms cerca mediazione 

In giornata Oscar Camps, fondatore di Open Arms, ha incontrato l'ambasciatore tedesco in Spagna, al quale ha proposto una mediazione per un asse rafforzato di tre Paesi finalizzata a dare  accoglienza dei migranti: Germania, Francia e Spagna. Dopo l'incontro con il diplomatico, Camps ha detto che una soluzione è "più vicina". Open Arms, al tredicesimo giorno di mare, ha a bordo 147 persone dopo che ieri sera, su input del Viminale, sono stati evacuati in quattro, un bambino e i suoi familiari. "Secondo il Tar - hanno ribadito dalla ong - possiamo entrare in acque italiane, ora vediamo in che modo". Il Tar si è pronunciato a seguito del ricorso del 13 agosto "con il quale - hanno precisato i volontari - facevamo presente la violazione delle norme di diritto Internazionale del mare in materia di soccorso, presenti all'interno del decreto Sicurezza bis".

Intanto peggiora il meteo, e anche la Ocean Viking con il suo carico di dolore e attese preme per ottenere un approdo in Italia o a Malta. "Le condizioni meteo si sono deteriorate, abbiamo bisogno al più presto di un porto sicuro". Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere rilanciano l'appello affinché venga autorizzato lo sbarco dei 356 migranti a bordo della Ocean Viking. La nave delle due organizzazioni umanitarie, dopo aver lasciato nella giornata di ieri l'area Sar libica e aver chiesto formalmente un porto sicuro a Roma e La Valletta, si trova ora tra Lampedusa e Malta, in attesa di una risposta. "Con l'aumento del moto ondoso - dicono le Ong - le persone a bordo stanno accusando il mal di mare. Possiamo solo fornire un sollievo temporaneo, rimanere in mare mentre le persone soffrono non può essere la soluzione".