Sabato 22 Giugno 2024
ETTORE MARIA COLOMBO
Cronaca

Meloni celebra la sua ascesa "I consensi? Io guardo al Pil"

L’abbraccio di dirigenti e militanti per la festa di Fratelli d’Italia. Bacchettate a Cgil e Confindustria. La folla fischia Berlusconi, ma lei riporta tutti all’ordine. E non cede su manovra, Ue e migranti

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di Ettore Maria Colombo

 

"Da quando vi ho perso di vista siete diventati un po’ indisciplinati…". Giorgia Meloni rimprovera, bonariamente, i suoi militanti, specie i più giovani che hanno fischiato, spazientiti, l’intervento audio e video di Silvio Berlusconi a piazza del Popolo. Diecimila presenze (in totale) e 300 volontari, giunti da tutt’Italia, hanno aspettato tre giorni tre, passando lungo molti dibattiti per ascoltare lei, la leader del loro partito e oggi premier. Berlusconi – che, come Salvini, ha mandato un intervento registrato (erano entrambi a Milano per il lancio della ricandidatura di Attilio Fontana) – si stava dilungando da un’ora.

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Inizia con il solito elenco delle cose fatte e punta a dirne altre. Così, a un certo punto una piazza del Popolo gremita per la festa del decennale di FdI, il pubblico perde la pazienza. Meloni subito interviene e li calma, fa scattare l’applauso, che arriva anche per l’intervento di Salvini ("cercano di farci litigare ma governeremo cinque anni"). E meno male che il Cavaliere poi la benedice: "Oggi, con pieno merito tocca a Giorgia guidare la coalizione e lo sta facendo con l’autorevolezza e la credibilità che tutti le riconoscono".

Il calore dei militanti è forte e Meloni parla per la prima volta in doppia veste: premier e leader di un partito che controlla in modo pieno. Nel suo discorso, che pure dura un’ora piena, si dice soddisfatta perché "abbiamo stravolto i pronostici negativi sulla tenuta di FdI, confido che faremo lo stesso sulla durata del governo".

La sintonia, ripete, con gli alleati di governo c’è, anzi – assicura – "il clima in Cdm è ottimo, gli alleati mi stanno rendendo il compito molto facile". Il problema vero è la manovra. Lei la difende contro Confindustria come contro la Cgil più che contro le opposizioni. "La Cgil – attacca la premier – dice che è una manovra contro i poveri, ma poi con il governo difende il Pos ed è contro la scelta di indicizzare di più le pensioni minime piuttosto che quelle alte. Da un sindacato di sinistra non me lo aspetterei". Netta anche la critica a Bonomi: "Più della metà delle risorse le abbiamo usate per mettere in sicurezza le imprese. Quando, come fa Confindustria, mi si dice che devo fare di più mi si dica anche dove prendere le risorse". Poi sottolinea come, nell’ultimo trimestre il Pil ("non guardo al consenso, ma al Pil e all’occupazione") dell’Italia sia cresciuto più di Francia e Germania. E, a proposto di Parigi: "Mi fa sorridere come si racconta la vicenda: ma con Macron Meloni si è vista, si è parlata? Non stiamo alle elementari. Italia e Francia sanno che va cercata una soluzione".

Meloni non cede sulla sua strategia in Europa. Anzi, rivendica il fatto che sui migranti, in vista del vertice di febbraio, la linea dura sta pagando. Difende a spada tratta anche la scelta di parlare "con tutti", anche con i leader dei Paesi di Visegrad: "Non esista un’Europa di serie A e una di serie B. Questa nostra capacità di dialogare con tutti ci rende centrali". Ma la festa di FdI è anche l’abbraccio di una comunità alla sua leader, il primo dopo il trionfo elettorale. Ed è caldissimo. Reduce dai funerali del pilota Fabio Antonio Altruda, la leader si commuove nel ricordare il messaggio della madre "che mi ha detto: “sarò forte come lei“".