Lunedì 22 Aprile 2024

Massacrata dal compagno. Il corpo del killer recuperato nel fiume: "Giù in acqua col furgone"

L’ipotesi: il 39enne si è tolto la vita dopo aver ucciso la 41enne. Il ritrovamento nel tratto del Bacchiglione in piena per il maltempo. Poco prima di lanciarsi l’uomo aveva gettato il cellulare dal finestrino.

Bovolenta (Padova), 1 marzo 2024 – Si è buttato nel Bacchiglione, particolarmente tempestoso in questi giorni, poco dopo avere ucciso la moglie. A cinquantaquattro ore dall’ennesimo femminicidio il corpo del presunto assassino è stato recuperato ieri pomeriggio verso le 16,30 dai sommozzatori dei Vigili del fuoco.

Massacrata dal compagno. Il corpo del killer recuperato nel fiume: "Giù in acqua col furgone"
Massacrata dal compagno. Il corpo del killer recuperato nel fiume: "Giù in acqua col furgone"

Era dentro il furgone grigio con il quale Alberto Pittarello, 39 anni, si recava al lavoro per conto di una ditta di caldaie e sul quale era stato visto fuggire verso le 10,40 di martedì dalla casa dove ha ucciso Sara Buratin, 41 anni, da 15 sua moglie ma con la quale nelle ultime settimane le cose non andavano più bene.

La donna infatti, impiegata in uno studio dentistico di Padova, si era presa un periodo di riflessione e – con la figlia avuta da Alberto subito dopo il matrimonio – era tornata a vivere nell’abitazione dove era nata, ospite della mamma Mariagrazia, rimasta vedova.

In quella che Sara considerava il suo luogo del cuore la donna ha invece trovato la morte. Che il furgone fosse finito nel fiume i vigili del fuoco lo avevano accertato grazie a un sonar che lo aveva individuato a sette metri di profondità. Ma mercoledì non era stato possibile avvicinarcisi per il maltempo. Ieri il mezzo è stato agganciato e aperto e ha così restituito un corpo che faticosamente i sommozzatori – che hanno agito con una visibilità molto limitata – hanno portato sull’argine. Il dubbio che potesse trattarsi di Pittarello è svanito in breve tempo: all’obitorio c’è stato il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari.

Non ci sono apparenti tracce di ferite e l’autopsia dovrebbe confermare la morte per annegamento. D’altronde le indagini coordinate dal sostituto procuratore Sergio Dini e condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri convergono sul suicidio. Duecento metri prima di lanciarsi nel fiume l’uomo ha gettato il cellulare dal finestrino.

Poi le tracce degli pneumatici puntano decisamente verso l’argine di Ca’ Molin e quindi nell’acqua melmosa del Bacchiglione. Gli inquirenti vogliono capire se quello di Sara sia stato un omicidio d’impeto o più probabilmente premeditato. I risultati dell’autopsia sul corpo della donna – effettuata ieri – potranno dare nuove informazioni. Quello che si sa è che è stata colpita almeno venti volte con una lama lunga 15 centimetri (il coltello è stato recuperato vicino al cadavere). Martedì Pittarello aveva preso una giornata di ferie e le aveva chiesto un incontro giustificandolo col desiderio di regalare un motorino alla figlia quindicenne. Alberto si è introdotto nell’abitazione e ha atteso l’uscita di Sara nel cortile; vicino alla rimessa l’attendeva l’omicida.

Non si sarebbe potuta difendere: il marito l’ha colpita alle spalle. "Una tragedia per tutta la comunità – ha commentato la sindaca di Bovolenta, Anna Pittarello, parente di Alberto –; due famiglie distrutte, noi dobbiamo aiutare una ragazza che ha perso entrambi i genitori".