Giovedì 18 Aprile 2024

Manganellate agli studenti. Rimossa dirigente della Mobile. Meloni: sostegno agli agenti

La funzionaria non ha avuto ruoli operativi nelle cariche ma ha disposto le forze in campo. La polizia precisa: era un cambio programmato. Oggi Piantedosi riferisce in Parlamento.

Manganellate agli studenti. Rimossa dirigente della Mobile. Meloni: sostegno agli agenti

Manganellate agli studenti. Rimossa dirigente della Mobile. Meloni: sostegno agli agenti

C’è un nuovo capitolo, destinato a far discutere, nella vicenda degli scontri tra studenti e polizia in tenuta antisommossa andati in scena venerdì scorso a Pisa e Firenze. Ieri, infatti, la dirigente del Reparto mobile di Firenze, Silvia Conti, è stata affidata ad altro incarico e verrà trasferita. È difficile immaginare che questo cambio al vertice non sia in qualche modo collegato alle recenti manganellate ai danni degli studenti pro Palestina, anche se, secondo quanto fanno sapere fonti della sicurezza, l’avvicendamento era già programmato da prima delle manifestazioni. "Come era già previsto la dirigente, quasi alla soglia della pensione – conferma il segretario generale Siulp di Firenze Riccardo Ficozzi – prenderà servizio a Pescara, così come altri funzionari sono stati assegnati a nuovi uffici. Al suo posto arriverà Francesco Trozzi fino a oggi dirigente dell’ottavo reparto volo di Firenze".

Conti non ha avuto ruoli operativi nella giornata degli scontri – che a Pisa hanno provocato 13 feriti –, ma aveva solo disposto l’invio delle squadre di agenti richieste dalle questure di Firenze e Pisa. Gli ordini sul campo, invece, sono stati affidati al funzionario della questura locale che gestisce l’ordine pubblico. Cosa è successo, quindi, in quei momenti? È ancora tutto da stabilire, ma intanto, a sei giorni dalle cariche e dopo il monito del Capo dello Stato sulle manganellate ai danni dei giovani che esprimono "un fallimento", il presidente del Consiglio Giorgia Meloni rompe il silenzio sui fatti di Firenze e Pisa. É "un gioco che può diventare molto pericoloso" quello di "togliere il sostegno delle istituzioni a chi ogni giorno rischia la sua incolumità per garantire la nostra", sono le sue parole. E, mentre la premier conferma il suo sostegno alla polizia, oggi alle 11 il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, riferirà in aula alla Camera proprio sugli incidenti avvenuti nel corso dei cortei. "Mi aspetto che il ministro Piantedosi faccia chiarezza su tutta la catena di comando", lo punzecchia il sindaco di Firenze, Dario Nardella. "Ci deve essere chiarezza su chi ha dato i comandi, come sono stati eseguiti e chi li ha eseguiti", ha poi aggiunto. Sempre oggi, contemporaneamente, le organizzazioni studentesche, sindacati e varie associazioni hanno organizzato, dalle ore 10 alle 12, un presidio al ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma. "Rifiutiamo un modello di istruzione e di società punitivo e sanzionatorio – spiegano gli organizzatori –, crediamo in una scuola e in un Paese democratici, non autoritari".

Per ricostruire la catena di errori, sia sul lato della pianificazione sia su quello dei metodi usati sul campo, potrebbero tornare utile agli inquirenti anche immagini e audio delle bodycam indossate dai capisquadra. Entrambe le procure, di Firenze e di Pisa, hanno aperto un fascicolo per stabilire chi abbia preso le decisioni e chi abbia dato l’ordine di caricare durante li manifestazioni di venerdì. Verranno ascoltati i responsabili dell’ordine pubblico, insieme con i ragazzi feriti e anche alcuni testimoni. Mentre la Digos ha depositato gli atti documentali e i filmati relativi alle cariche. Insomma, il materiale da esaminare è tanto, e l’obiettivo, secondo quanto filtra da entrambe le questure, è quello di fornire risposte certe e in tempi rapidi per chiarire episodi che hanno suscitato fortissime polemiche, con il Viminale finito al centro della bufera, e bacchettato anche dal Capo dello Stato.

Ieri pomeriggio, intanto, in piazza Santissima Annunziata a Firenze gli studenti del collettivo K1 del liceo Capponi e Machiavelli sono tornati a far sentire la propria voce. Tra di loro c’era anche Maria, la 21enne che durante gli scontri ha ricevuto una manganellata sul viso, che gli ha provocato la rottura del setto nasale e un taglio sotto l’occhio. Un’iniziativa per "il cessate il fuoco immediato, la fine dell’occupazione coloniale israeliana" e per "rivendicare il diritto di cittadine e cittadini, studenti e studentesse, di manifestare ed esprimersi", hanno urlato i 50 giovanissimi.