Marco

Buticchi

Una mano lava l’altra. Ma non a Hollywood. Travolte dall’eccesso di rigore ecologista, alcune star del grande schermo – Ashton Kutcher e Mila Kunis sono tra i capofila – hanno lanciato una campagna: lavarsi con parsimonia e solo se necessario. E già fioccano in Rete i decaloghi riguardanti il calendario per frequenza e modalità dei lavaggi. Trovo ogni presa di posizione atta a migliorare l’ambiente giusta a prescindere; ammesso che abbia un senso e che apporti tangibili migliorie al mondo in cui vivranno i nostri ragazzi.

Ma raccomandare di lavare i figli solo quando sono davvero sozzi non aiuta nessuno, men che meno i giovani che, così facendo, arriveranno solo sporchi e maleodoranti alla meta. Mi auguro si tratti di una boutade fatta per farsi pubblicità e non per reale avversione all’igiene personale. Il protocollo non spiega poi come comportarsi con gli indumenti: metteremo in lavatrice la biancheria solo quando camminerà da sola o son previste tappe intermedie? Insomma, questa correttezza politica sensazionalista a me sta venendo a noia e spero che dissentire per emergere abbia le ore contate. Purtroppo i fatti paiono smentirmi: non passa giorno senza che si alzino voci ‘contro’ anche alla più elementare logica. Il rischio è di prendere per oro colato poche sterili opinioni lontane dalla realtà. Umberto Eco lo disse anni fa: la democrazia della Rete ha dato la parola agli stolti. Adesso anche ai poco lavati, aggiungiamo noi.