Nino

Femiani

Lo ha detto lui: "Tifoso del Napoli? È uno dei miei difetti, non lo sono. Abito a Nola e la squadra della mia città ha la maglia bianconera: perciò mi sono avvicinato alla Juventus". È probabile, anzi sicuro, che dopo averlo svelato, Gaetano Manfredi, aspirante sindaco Pd al Comune di Napoli, si sia mozzicato la lingua. La domanda sorge spontanea: può uno che chiederà il voto ai 788.291 elettori di Napoli non essere tifoso del ciuccio, anzi dichiararsi supporter dei rivali più odiati? Può un politico candidarsi a sindaco senza essere egli stesso il primo tifoso della squadra cittadina? Il sindaco in carica, Luigi de Magistris, aficionado dell’Inter, aveva fatto abiura indossando l’azzurro sulla bandana arancione.

Tuttavia, anche uscendo dal perimetro di Napoli, l’appartenenza pallonara dimostra di avere un peso che è sbagliato ignorare. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, campano di Torre del Greco, si è sempre dichiarato sfegatato della Viola. Beppe Sala, mayor di Milano, non ha esitato a manifestare la fede nerazzurra, accattivandosi almeno la simpatia della metà del tifo meneghino. Lo juventinissimo Walter Veltroni, uno che sapeva vita, morte e miracoli della sua amata zebra, ha cavalcato l’onda giallorossa quando c’era da farsi un po’ di campagnuccia elettorale. Per non parlare del capo dei sindaci, Antonio Decaro, che ha sempre tagliato corto: sono tifoso del Bari da quando ero in fasce. E ha vinto per due volte le elezioni.