Lunedì 24 Giugno 2024

Strage di lupi e uccelli avvelenati: cosa sta succedendo nel Parco nazionale d’Abruzzo

Sterminato un intero branco, nella stessa zona le carcasse di cinque grifoni e due corvi imperiali. Trovate le tracce di bocconi con sostanze chimiche nocive

Le carcasse di animali morti nel territorio di Cocullo (L'Aquila) - Foto Dire

Le carcasse di animali morti nel territorio di Cocullo (L'Aquila) - Foto Dire

L’Aquila, 18 maggio 2023 – Polpette avvelenate nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Ci hanno rimesso la vita nove lupi, cinque grifoni e due corvi imperiali, trovati morti nel territorio di Cocullo, in provincia dell’Aquila. Una strage. 

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Nel giro di una settimana è stato praticamente sterminato il branco di lupi che popolava la zona di Olmo di Bonni, località nota per essere praticamente lo spartiacque tra la Valle del Giovenco, la Valle Subeacquana e la Valle Peligna. Il caso era stato sollevato ieri dalla deputata Michela Vittoria Brambilla presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, che farà denuncia contro ignoti.  

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Secondo l’indagine dei Carabinieri Forestali e della Procura della Repubblica gli animali sono morti dopo aver ingerito bocconi avvelenati. A certificare le cause dei decessi sarà l’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, dove sono state portate le carcasse degli animali morti. Ma nei giorni scorsi gli inquirenti hanno trovato traccia di alcuni bocconi intrisi di sostanze chimiche tossiche, dunque restano pochi dubbi sulla mano dell’uomo. Negli anni scorsi nella stessa area e nello stesso periodo sono avvenuti episodi analoghi, con l’avvelenamento anche di due aquile reali.

Dal Parco si appellano a Regione e Comuni: “Occorre adottare norme che vietino ogni attività nelle aree interessate dalla presenza di esche e bocconi avvelenati”.

"L'interessata narrazione sugli orsi-killer e i lupi cattivi – osserva Michela Brambilla  –  tende a mettere in ombra i casi, quelli sì veri e numerosissimi, di bracconaggio ai danni anche di specie particolarmente protette: gli atti di bracconaggio accertati ogni anno sono circa tremila, quelli probabilmente commessi 400mila. Si stima che ne siano vittime almeno 300 lupi l'anno, su una popolazione complessiva di circa 3.300”. Bisogna – dice la deputata – “punire con severità chi si macchia di tali reati e con particolare severità chi ricorre a sostanze tossiche o nocive che possono colpire indiscriminatamente altre specie e l'uomo stesso”.