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27 mag 2022

L’ultimo spettro dal passato: i bimbi deportati

Kiev denuncia: oltre 200mila minori rapiti dalla Russia per rieducarli. La follia nazista in Norvegia e l’operazione della Danimarca in Groenlandia

27 mag 2022
roberto
Cronaca

di Roberto

Giardina

I russi deportano i bambini ucraini dai territori occupati, vogliono distruggere il futuro di un popolo. È la denuncia di Lyudmyal Denisova, commissaria ai diritti umani nel parlamento di Kiev. Dai territori occupati all’est, nel Donbass e da Mairupol, i russi hanno deportato un milione e 200mila cittadini, obbligandoli a partire per la Russia, sequestrando i documenti. Tra loro ci sarebbero 210mila bambini, una metà sarebbe orfana. L´accusa è confermata dall’arcivescovo di Kiev, di rito orientale, Sviatoslav Shevschuk. Ma già in aprile, Zelensky aveva denunciato il ’rapimento’ di cinquemila bambini e all’Onu il rappresentante ucraino portò la cifra a 114mila. Un dato incredibile, esagerato. Ma poche migliaia sarebbero già troppe, i bambini sono da sempre le prime vittime delle guerre.

Nei conflitti tribali, il gruppo vincitore uccideva i prigionieri ed eliminava tutti i figli maschi, anche in fasce. Da adulti sarebbero diventati nemici, vendicatori dei padri. Ma si riducevano in schiavitù le bambine, destinate a mettere a mondo i figli del nemico. Una grande deportazione avvenne dal novembre ’38 al settembre ’39, le famiglie ebree spedirono in Gran Bretagna 10mila bambini, pochi genitori riuscirono a raggiungerli. Per le spese versarono 50 sterline, circa 1.500 euro. I primi furono accolti da famiglie, poi finirono nei campi profughi.

I nazisti ’rapirono’ i bambini dai paesi occupati. Dopo l’attentato a Heydrich in Cecoslovacchia, furono trucidati gli abitanti di Lidice, il 9 giugno 1942, e 13 bambini, dal fisico ariano, su 98 furono portati in Germania e dati in adozione. Gli altri finitorno nei lager ed eliminati il primo giorno. I nazisti si illusero di creare come in un allevamento i futuri superuomini del Reich, con l’operazione Lebensborn in Norvegia: giovani norvegesi, bionde e occhi azzurri, accoppiate con prestanti SS. Nacquero circa 12mila bambini e quasi tutti crebbero male, disprezzati dai norvegesi e dimenticati.

Ma l’illusione di allevare bambini per migliorare la razza continuò. Nel 1951 la Groenlandia era una provincia danese in miseria. Le autorità, con l’operazione Red Barrett decisero di spostare bambini dalla Groenlandia per allevarli in Danimarca e creare la futura élite che avrebbe migliorato le condizioni dell´isola. I parroci cercarono orfani tra i 6 e 7 anni, sani e intelligenti, ma non ne trovarono abbastanza. Poi si chiese l´assenso dei genitori. Partirono in 22, accolti con entusiasmo, ospitati per sei mesi in famiglia, poi in collegi. Impararono il danese, e dimenticarono la loro lingua. Hanno fatto una brutta fine, non hanno mai superato il trauma della separazione, sono diventati alcolizzati, criminali, alcuni si tolsero la vita.

Tranne una, Eva Illum, 77 anni. È riuscita ad avere una vita serena, ma rimpiange ancora la famiglia d’origine che non ha più rivisto. I bambini ucraini deportati, siano cento o centomila,, non diventeranno mai buoni cittadini russi, non dimenticheranno l’infanzia a Mariupol o a Odessa.

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