Alessandra Necci alla guida delle Gallerie Estensi: "Celebrerò le grandi donne"

La docente, autrice di biografie dedicate soprattutto alle figure femminili, è pronta per la nuova avventura: "Spazio alla storia del collezionismo"

Alessandra Necci

Alessandra Necci

Modena, 17 dicembre 2023 – "Quando mi hanno comunicato la nomina alla guida delle Gallerie Estensi, ho pensato che era come se tutte le signore della storia di cui ho tanto scritto, Isabella d’Este, sua sorella Beatrice, Lucrezia Borgia, ma anche Laura Martinozzi, nipote del cardinale Mazzarino e, ancor prima di loro, la grande Matilde di Canossa, mi avessero invitato nella loro terra. Per dare voce a tutte loro, ancora una volta", esordisce Alessandra Necci, designata alla direzione del museo nazionale che include la Galleria Estense di Modena con la Biblioteca, il Palazzo Ducale di Sassuolo e (finché non avverrà la separazione annunciata dal sottosegretario Sgarbi) la Pinacoteca nazionale di Ferrara, polo guidato in questi otto anni da Martina Bagnoli, in partenza per l’Accademia Carrara di Bergamo.

Romana, 54 anni, Necci è l’outsider di prestigio di questa tornata di nomine: scrittrice, storica, iscritta all’Ordine degli avvocati e docente al Dipartimento di Impresa e management della Luiss (insignita anche dell’ambita Légion d’Honneur francese), è autrice di biografie dedicate soprattutto alle figure femminili che hanno attraversato i secoli, da Caterina de’ Medici a Maria Antonietta. Fra i suoi libri più amati (editi da Marsilio) c’è quello sulle due cognate del Rinascimento, Isabella d’Este e Lucrezia Borgia, moglie di Alfonso.

Professoressa, dunque si sente legata al mondo estense?

"Sì, ho un’idea circolare dell’esistenza; come dicono i francesi, tout se tient, tutto si tiene. Con questa nomina ritrovo un altro dei punti che ha caratterizzato il mio lavoro negli anni. Già da ragazza, insieme a mio padre (Lorenzo, noto manager, ex ad di Fs e ideatore dell’Alta Velocità, ndr), venivo spesso a Modena e a Ferrara, affascinata dalla storia degli Este. E ho ancora in camera il poster con il ritratto di Isabella, opera di Tiziano".

E che idea ha del museo che dovrà dirigere?

"Le Gallerie Estensi sono espressione del grande collezionismo italico, del Rinascimento, poi del ‘600 e dei secoli successivi. E credo che ogni opera, ogni oggetto possa e debba raccontare il legame con chi lo ha posseduto, con le persone e con i luoghi. È un circolo virtuoso, in cui tutto è legato da un filo sottile".

Un filo di memoria?

"L’attenzione alla storia del nostro passato è fondamentale, non solo perché la memoria crea identità ma anche perché favorisce la comprensione del presente e la costruzione dell’avvenire. E credo sia importante che la cultura sia come un’infrastruttura integrata, materiale e immateriale insieme".

Su quali capisaldi può essere valorizzato il museo estense?

"Prima di tutto raccontando il grande collezionismo: nelle cose possiamo ‘ritrovare’ e rivedere le persone che vi sono state legate e conoscere le loro storie, soprattutto quelle delle grandi donne. Grazie anche all’informatizzazione e alla realtà virtuale, siamo in grado di raccontare una storia senza fine che tiene unita l’Italia. Sarà fondamentale coinvolgere sempre più i giovani. Di recente ho curato alcuni manuali di storia per le scuole medie e ho insistito perché vi fossero inserite diverse biografie: se è vero che le idee vivono per sempre, è altrettanto vero che camminano sulle gambe di uomini e donne, nei loro tempi".