Giovedì 18 Aprile 2024

Liliana Resinovich “rimase incinta dell’amico Claudio e il marito la portò ad abortire”

È quanto emerge da un’intercettazione ambientale, raccontata dallo stesso Visentin. L’episodio risale al 1990 o al 1991

Liliana Resinovich, in un'immagine d'archivio (Ansa)

Liliana Resinovich, in un'immagine d'archivio (Ansa)

Trieste, 21 marzo 2024 – Nuovo capitolo nella vicenda di Liliana Resinovich, scomparsa a Trieste il 14 dicembre del 2021 e ritrovata cadavere dopo tre settimane. Secondo quanto emerge da un’intercettazione ambientale, la donna rimase incinta del suo amico Claudio Sterpin e il marito Sebastiano Visintin la accompagnò ad abortire. L'episodio – raccontato dallo stesso Visentin a una persona – risale a oltre trent’anni fa, indicativamente il 1990 o il 1991, quando lui e Liliana stavano già insieme.

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Questo elemento, secondo la consulente della famiglia Resinovich, Gabriella Marano, "valutato con le ulteriori emergenze di indagine, come il fatto che Visintin sapesse, come da lui dichiarato pubblicamente, che la moglie andava a stirare le camicie a Claudio" fa capire che "Sebastiano non poteva non sospettare di una frequentazione di Lilli con Claudio". "Anche la qualità e la quantità dei contatti intercorsi tra i due che ci consegna la consulenza informatica, va in questa direzione”, aggiunge.

L’intercettazione ambientale

Il colloquio intercettato è avvenuto il 5 marzo 2022: la persona chiede a Sebastiano Visentin perché lui e la moglie non avessero avuto figli e l’uomo Visintin racconta che Liliana era rimasta incinta, non di lui, ma verosimilmente di Claudio Sterpin e che, molto probabilmente, lo stesso non era a conoscenza del fatto. La donna avrebbe confessato a Visintin, che era già suo compagno, di essere incinta e quest'ultimo la avrebbe accompagnata in ospedale per abortire, come testimonierebbe la documentazione sanitaria contenuta negli atti.

Gabriella Marano spiega che Visintin, nella stessa intercettazione ambientale, esprimerebbe anche preoccupazioni per le foto in cui sono ritratti insieme proprio Liliana (Lilli) e lo stesso Claudio Sterpin. Per la consulente si tratta di "un dato di indubbio valore probatorio, se letto unitamente ad altri elementi già acquisiti durante l'indagine". "Visintin parla con una persona, dimostrando una buona confidenza, tanto da raccontarle fatti che, a suo dire, non aveva indicato nemmeno al suo avvocato – sostiene Marano – Sebastiano dice all'interlocutore di avere ancora delle foto di Claudio Sterpin con Liliana, 'parecchie', ma che queste si trovano negli hard disk sequestrati".

Seguono "alcune battute non facilmente comprensibili al semplice ascolto, per cui non si comprende quali siano le circostanze di ripresa fotografica cui fa riferimento Visintin". Dalla lettura della trascrizione, questa parte della conversazione non risulta riportata. Nella stessa intercettazione Visintin "si preoccupa circa il fatto se la difesa Resinovich abbia visto il contenuto del materiale sequestrato".

Il fratello di Liliana

"Mia sorella e Claudio Sterpin, da sempre, hanno avuto una 'relazione speciale' che, con alti e bassi, si è trascinata negli anni, fino agli ultimi tempi; questo ormai si può considerare un dato certo, nonostante il marito Sebastiano continui goffamente a negare", dice Sergio Resinovich, fratello di Liliana, all'Ansa. L'uomo ribadisce che sua sorella "non aveva ragioni per suicidarsi e più andiamo avanti con le indagini e più mi convinco di come questa ipotesi sia assurda e inverosimile". ".La storia di mia sorella è, purtroppo, ancora scritta male – aggiunge –. Non voglio scegliere la verità, mi auguro solo che, invece, la stessa sia cercata senza pregiudizi e in modo pieno. Tante ancora le mezze verità, tanti i punti oscuri".