Sabato 15 Giugno 2024
RITA BARTOLOMEI
Cronaca

Liliana Resinovich, ultimissime: dalla temperatura del bosco alle indagini molecolari. Il giallo di Trieste alle battute finali?

Dopo il vertice tra consulenti, si cercano le risposte decisive dalla scienza per arrivare a fugare ogni dubbio sulla causa di morte della pensionata 63enne. Ormai un anno fa il gip si era opposto alla richiesta di archiviazione

Trieste, 7 giugno 2024 – Nel bosco dove è stata trovata Liliana Resinovich la temperatura era inferiore di almeno 5° rispetto al centro di Trieste. Il parco della morte - lasciandoselo alle spalle in pochi minuti si arriva al Carso - è stato studiato da Stefano Vanin, entomologo forense specializzato nel far parlare gli insetti sulla scena del crimine, chiamato dalla procura come consulente. Il dato sul ‘freddo’ arriva proprio dalle sue verifiche.

Liliana Resinovich: le date del giallo di Trieste
Liliana Resinovich: le date del giallo di Trieste

Anche se, dopo due anni e mezzo, il crimine nella morte di Lilly non è stato ancora provato. Nessun indagato in un’inchiesta che la procura voleva archiviare come suicidio. Ormai un anno fa il gip Luigi Dainotti si è opposto chiedendo 25 approfondimenti. Che sono ancora in corso.

La temperatura nel bosco del ritrovamento

La temperatura del bosco e la conclusione dei 5 gradi in meno, trapela da chi indaga, consentirebbe di escludere l’ipotesi di un congelamento per spiegare il buono stato di conservazione del cadavere, che pure era stata avanzata. Liliana Resinovich era scomparsa da casa il 14 dicembre 2021 ed era stata ritrovata morta il 5 gennaio 2022.

Le indagini molecolari

L’antropologa forense Cristina Cattaneo nel massimo riserbo continua a lavorare anche sulle richieste avanzate dalla procura di Trieste. Si tratta di indagini molecolari. Sarà analizzata una serie di proteine, ad esempio, per rispondere senza lasciare più dubbi alle due domande chiave dell’inchiesta: la causa di morte e il periodo di giacenza del corpo.

La testimone: “Quello sguardo preoccupato”

Iva, dal suo negozio di fruttivendola di via San Cilino, ha raccontato alla polizia quel che ha visto la mattina del 14 dicembre 2021, quando Lilly sparì. Le telecamere della scuola di polizia in via Damiano Chiesa la immortalano con le borse dell’immondizia. Il frame successivo di questo giallo è ambientato in piazzale Gioberti, stavolta Liliana Resinovich viene ripresa dalla telecamera di un bus. Immagine messa in dubbio ma ‘certificata’ da un mago degli effetti speciali di Hollywood.

"Indossava la mascherina ma aveva lo sguardo preoccupato – ripensa la commerciante, al telefono con Qn.net -. Ricordo bene quella scena, perché Lilly era mia cliente, l’ho riconosciuta subito. Faccio fatica a credere al suicidio. Aspetto che le indagini chiariscano tanti aspetti. Ad esempio mi chiedo: che cosa si sono detti Lilly e Claudio Sterpin nella telefonata di quella mattina, del 14 dicembre 2021?”.