Giovedì 23 Maggio 2024

Licata, svelato giallo del 16enne col piombino in testa. "Sparò il cuginetto di 14 anni"

La polizia ha risolto il caso: il ragazzo è stato colpito per errore mentre giocava con il cuginetto, che ora rischia di essere iscritto nel registro degli indagati per lesioni personali colpose. E la vittima per favoreggiamento

Una pistola a pallini simile alle vere

Una pistola a pallini simile alle vere

Agrigento, 8 merzo 2023 - Svelato il mistero del 16enne arrivato al pronto soccorso di Licata con un pallino di piombo conficcato in testa. Secondo le indagini dei poliziotti del commissariato locale, che hanno trasmesso un comunicativa alla procura dei minorenni di Palermo, sarebbe stato il cugino 14enne della vittima a sparare con la pistola ad aria compressa. 

Gli agenti, coordinati dal procuratore facente funzioni Salvatore Vella e dal pm Gaspare Bentivegna, hanno risolto il caso interrogando amici e conoscenti del ragazzo. Infatti all'inizio della vicenda non era chiaro cosa fosse successo al giovane, che si era presentato ferito alla tempia all'ospedale San Giacomo d'Altopasso, affermando di avere un forte mal di testa, conseguenza di una caduta. I medici gli avevanio creduto all'inizio, ma il giovane si era poi sentito male e le analisi strumentali come la Tac avevano svelato che c'era un corpo estraneo nella sua testa. I dottori avevano pensato a un proiettile, e vista l'emorragia avevano fatto trasferire il 16enne all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta perchè fosse operato per estrarlo. Quindi la scoperta: l'oggetto era un piombino di una pistola ad aria compressa. 

Ora il ragazzo è in prognosi riservata nel reparto di Neurochirurgia, ma non è in pericolo di vita. Nei guai invece il cuginetto che aveva estratto la pistola ad aria compressa con piombini e aveva iniziato a maneggiarla fino a che non era partito un colpo fortuito, finito nella tempia del 16enne. Il 14enne ora rischia di essere iscritto nel registro degli indagati per l'accusa di lesioni personali colpose, e lo stesso sedicenne rischia di finire sotto inchiesta per favoreggiamento, avendo mentito sui fatti.