L’economista: "Solo buone intenzioni. Serve il nucleare"

ROMA "Pareggio, vittoria degli ambientalisti o, di contro, dei petrolieri? Ma non c’è neppure stata partita vera. Questa è una kermesse...

"Pareggio, vittoria degli ambientalisti o, di contro, dei petrolieri? Ma non c’è neppure stata partita vera. Questa è una kermesse dalle buone intenzioni nella quale tutti hanno recitato la loro parte ma che non cambierà molto la realtà. Ci sarà un pò di impegno in più da parte di tutti, anche da parte dei Paesi produttori. Ma sul trend delle emissioni non cambierà quasi niente". Cosi Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.

A Cop 28 si è battagliato sulle definizioni. "Transizione dalle fonti fossili" invece che "eliminazione progressiva" è la formula adottata: ovvero?

"Sono parole. Siccome il 75% delle emisisoni viene da fossili, era inevitabile che si facesse prima o poi un riferimento alle fonti fossili. La verità è che se volessimo arrivare a net zero al 2050, come si dice, dovremmo da qui ad allora quasi abbandonare i fossili e questo sarà difficilissimo. Da qui al 2050 mancano 27 anni e io che da 40 mi occupo di energia sento dire da decenni che con le rinnovabili avremmo risolto i problemi energetici. In realtà dal summit di Rio de Janeiro nel 1992 le emissioni globali sono passate da 22 a 37 miliardi di tonnellate di Co2 l’anno. Continuiamo a fare proclami, promesse, ma non riusciamo a invertire la tendenza di fondo nei mercati dell’energia che si affida ancora all’80% ai fossili. Mi auguro di sbagliarmi, ma se ho ragione, e temo di averla, e se sul cambiamento climatico hanno ragione gli scienziati dell’Ipcc, siamo in un bel guaio".

Secondo lei l’uscita dalle fonti fossili quindi non ci sarà?

"Mi spiace, nei prossimi anni la quota dei fossili non calerà, figuriamomoci eliminarla. È impossibile, doppiamente nei Paesi poveri ai quali non possiamo eticamente negare il diritto all’energia".

C’è chi spera nel nucleare, che è pure entrato nel testo.

"Questa è una delle novità più interessanti: che si riconosca che per tagliare le emissioni c’è bisogno di tutto, compreso il nucleare, che è l’unica fonte che ci dà grande dimensione, grande densità di energia e programmabilità e che non emette Co2. Serve tutto, rinnovabili, nucleare, idrogeno, cattura e sequesto della Co2, biocarburanti e e-fuel. Un pò si possono ridurre le emissioni ma da qui a far a meno delle fonti fossili..auguri!".

Alessandro Farruggia