di Loredana Del Ninno Le misure adottate per il contenimento del Coronavirus (mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani) sembrano abbattere l’influenza stagionale. Stando infatti al rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, riferito alla settimana 30 novembre – 6 dicembre, l’incidenza delle sindromi influenzali, pari a 1,9 casi per mille assistiti, risulta "stabile e sotto la soglia basale". Il confronto con lo scorso anno parla chiaro: nella settimana corrispondente del 2019, la curva si stava già spingendo oltre la soglia basale, con un’incidenza di 3 casi per...

di Loredana Del Ninno

Le misure adottate per il contenimento del Coronavirus (mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani) sembrano abbattere l’influenza stagionale. Stando infatti al rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, riferito alla settimana 30 novembre – 6 dicembre, l’incidenza delle sindromi influenzali, pari a 1,9 casi per mille assistiti, risulta "stabile e sotto la soglia basale". Il confronto con lo scorso anno parla chiaro: nella settimana corrispondente del 2019, la curva si stava già spingendo oltre la soglia basale, con un’incidenza di 3 casi per mille abitanti e almeno 174mila pazienti stimati, scesi attualmente a 115mila.

Un segnale dunque incoraggiante, ma non ancora definitivo. "Negli ultimi 3 o 4 anni – spiega il virologo Fabrizio Pregliasco – il picco dell’epidemia influenzale si è registrato dopo il periodo natalizio. Sarà allora che potremo iniziare a tirare le somme e capire se la stagione influenzale sarà davvero così ridotta rispetto alla media. Ma la partenza sembra suggerire questo. Sappiamo come sia problematico distinguere i sintomi Covid, almeno quelli iniziali, da quelli influenzali. Una stagione influenzale mite sarebbe un grande vantaggio per combattere il Coronavirus nei prossimi mesi invernali".

L’ultimo bollettino sull’andamento del virus ha evidenziato ieri una curva sostanzialmente stabile: 19.903 i nuovi casi di Covid-19 in Italia nelle ultime 24 ore, (+1,1% rispetto al giorno precedente). I decessi registrati sono 649, mentre gli attuali positivi 684.848. Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale a 1.825.775. Stabili i guariti, 24.728, (1.076.891 in totale). La percentuale positivi-tamponi risulta in leggero aumento attestandosi sul 10,1%, contro il 9,8% del giorno precedente.

La frenata nel trend di discesa settimanale è ascrivibile al dato del Veneto, che da solo segna oltre un quarto dei casi totali, (+5.098), in crescita e in controtendenza rispetto gran parte delle altre regioni. Seguono Lombardia (+2.736), Emilia Romagna (+1.807), Puglia (+1.478), Piemonte (+1.443) e Campania (+1.414). Prosegue il calo dei ricoveri (195 ingressi giornalieri, contro i 208 del giorno precedente) e dei pazienti in intensiva (- 66 contro il -26 del venerdì). In flessione anche i casi in isolamento domiciliare: 653.583 pazienti, (4.913 meno del giorno precedente).

"Le persone più coinvolte nelle terapie intensive sono quelle nella fascia d’età 51-70 anni – ha sottolineato ieri il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia del ministero della Salute e Iss – dove vediamo che a crescere come ultimo elemento sono le morti, che purtroppo saranno le ultime a decrescere". Brusaferro ha ricordato inoltre che "il numero di nuovi casi è ancora significativo anche se la curva è in decrescita, in Italia e in Europa".