Le due vicine di casa uccise. Hanno respinto le avance. E il killer le ha massacrate

Agrigento, il 20enne romeno fermato aveva cenato a casa di una delle due. Gli investigatori: è stato allontanato, poi come una furia ha infierito su entrambe.

AGRIGENTO

La gente di Naro l’ha già bollata come una ‘notte maledetta’. Una notte in cui un romeno di 24 anni, in preda ai fumi dell’alcol, ha ucciso con efferatezza due connazionali di 54 e 58 anni. Quell’uomo – Omar Edgar Nadelkov, già pregiudicato per furto e incendio – è ora nel carcere di Gela, accusato di duplice omicidio e vilipendio di cadavere. Finora si è avvalso della facoltà di non rispondere, domani tocca al gip chiedere spiegazioni per i due femminicidi. Ma già qualcosa emerge. Nadelkov avrebbe ucciso dopo il rifiuto delle vittime di avere con lui un rapporto sessuale, una reazione violenta, selvaggia, bestiale. Secondo una prima ricostruzione, il 24enne assieme a un connazionale di 20 anni, va a cena da Delia Zarniscu, al piano terra di via Vinci (anche loro vivono nello stesso stabile). Ben presto l’atmosfera conviviale degenera, complice l’uso abbondante di vodka, whiskey e spumante. A un certo punto, Nedelkov inizia a rivolgere a Delia pesanti apprezzamenti, tentando un approccio sessuale. La donna rifiuta e mette i due alla porta. Sono passate le 3 del 5 gennaio.

Il 20enne saluta Nadelkov e va a casa, lui invece si dirige verso l’appartamento di Maria Rus, 54 anni, nel vicolo Avenia, a 200 metri. Sa che è sola, durante la cena, infatti, ne avevano parlato, sa che il marito, da cui Maria si è separata, è tornato in Romania. Lei lo lascia entrare senza sospettare alcunché. L’uomo invece pretende un rapporto sessuale, non riesce a controllarsi. Maria lo allontana, cerca di chiamare aiuto, ma l’uomo la blocca nell’ingresso e inizia a pestarla. Sarà l’autopsia a dire se c’è stato stupro, se la donna è stata uccisa a pugni o con un corpo contundente. Dopo la selvaggia aggressione, Omar ne trascina il corpo verso una poltrona a cui dà fuoco: poi esce di casa, con i pantaloni ancora abbassati e con la torcia del telefono controlla dalla finestra che l’incendio si sia ben appiccato. Solo le 3 e 50, il primo atto della notte degli orrori è durato 40 minuti. Nedelkov torna da Delia, una telecamera di videosorveglianza lo riprende. Con una spallata sfonda la porta e senza dare a Delia alcuna possibilità di difesa la colpisce alla testa, con ferocia indescrivibile: pezzi di mobili, una stufa e finanche una televisione da 50 pollici. Finito il massacro, cerca di costruirsi un alibi. Chiama l’ex fidanzata a cui chiede di dire che è stato con lei tutta la sera, la ragazza rifiuta. Poi telefona all’amico 20enne il quale intuisce che è successo qualcosa di grave. Va a casa di Delia, la trova morta e chiama i carabinieri. Nedelkov scappa. Ma la sua libertà dura poche ore. A Naro è stato proclamato il lutto cittadino.

Nino Femiani