Venerdì 19 Luglio 2024
GABRIELE MORONI
Cronaca

La latitanza di Bozzoli: "Ripreso dalle telecamere, il 30 giugno era a Marbella". I video nell’hotel spagnolo

Il 39enne già all’estero il giorno prima della condanna all’ergastolo in Cassazione. La segnalazione della polizia alle autorità italiane: avvistato in Andalusia. Anche la receptionist del resort aveva detto di averlo riconosciuto.

La latitanza di Bozzoli: "Ripreso dalle telecamere, il 30 giugno era a Marbella". I video nell’hotel spagnolo

La latitanza di Bozzoli: "Ripreso dalle telecamere, il 30 giugno era a Marbella". I video nell’hotel spagnolo

Giacomo Bozzoli era sicuramente a Marbella, in Spagna, il 30 giugno. La polizia spagnola è in possesso (e lo ha riferito agli inquirenti italiani) di due fotogrammi del sistema di videosorveglianza del resort Hard Rock di Marbella. In uno Bozzoli, berrettino bianco, camicia hawaiana, pinocchietti, appare all’interno dell’hotel, con accanto il figlioletto, che saltella. Nell’altro frame Bozzoli, la compagna Antonella Colossi e il bambino sono davanti al bancone. Questo conferma la testimonianza dell’addetta alla reception del resort che ha detto di avere riconosciuto Giacomo tra i clienti.

Viene così sgombrato il campo dall’ipotesi che qualcuno potessi essersi sostituito all’imprenditore. Il documento (la carta d’identità) di Giacomo Bozzoli è stato registrato lo stesso 30 giugno, il giorno prima della sentenza che ha reso definitiva la condanna all’ergastolo del 39enne per l’omicidio dello zio Mario, la sera dell’8 ottobre del 2015 nella fonderia di famiglia, a Marcheno, e la distruzione del suo cadavere. Giacomo, la convivente e il bambino sono ancora insieme il primo luglio quando apprendono (via internet, secondo il racconto di Antonella) la notizia dell’ergastolo confermato. Il giorno dopo Giacomo sceglie la via della fuga.

Quella del 30 giugno è la data del check-out, l’uscita dal resort, e corrisponde con la prenotazione effettuata da Giacomo, dal 20 giugno al 30. Quella del check-in (l’arrivo) è invece il 27 giugno. Nonostante la prenotazione decorresse appunto dal 20 giugno, la famiglia si è avviata dall’abitazione di Soiano del Lago soltanto nelle prime ore del giorno 24, senza apparente fretta di arrivare alla meta di Marbella. Il viaggio è stato infatti spezzettato da varie soste, cambiamenti di programma estemporanei, decisi all’istante, come ha riferito Antonella dopo il suo rientro in Italia. Un giorno con un pernottamento a Cannes. Tappa a Valencia per una visita al più grande acquario d’Europa e sosta notturna nella città spagnola. Per Giacomo Bozzoli proseguono le giornate e le notti da latitante ricercato. Potrebbe essersi liberato della sua Maserati Levante, ripresa una sola volta in Spagna dalle telecamere stradali, quando la famiglia viaggiava ancora unita. Almeno sulla carta, dovrebbe avere attorno solamente terra bruciata.

Il mandato di arresto europeo è stato trasmesso ai Paesi della Unione europea, agli extra Schengen e a tutti quelli che hanno con l’Italia un rapporto di assistenza giudiziaria. Dovrebbero lavorare per la cattura di Bozzoli l’Interpol e un numero considerevole di polizie nazionali. Contemporaneamente è stato interessato l’European Justice, l’ente di coordinamento delle procure europee, che fa capo all’Aja. Il fulcro delle ricerche è ovviamente la Spagna. Il gruppo Ricercati della Polizia nazionale spagnola è entrato in scena quasi subito, anche perché Marbella è prossima allo stretto di Gibilterra e quindi al Marocco con le sue enclave iberiche. Antonella Colossi ha trascorso i primi giorni dopo il rientro in Italia nell’abitazione dei genitori a Chiari. Ha poi fatto ritorno a Soiano con il bambino, che proprio ieri ha compiuto nove anni.