Jannik Sinner, il Rosso senza eccessi: "Vinco perché mangio con i miei genitori"

L’asso del tennis mondiale incarna il bravo ragazzo con la testa sulle spalle. Pensa solo ad allenarsi e snobba i social. Il suo mantra: "O vinco o imparo".

Jannik Sinner in collegamento a 'Che tempo che fa' (Ansa)

Jannik Sinner in collegamento a 'Che tempo che fa' (Ansa)

San Candido, 28 novembre 2023 – Niente super alberghi in luoghi esotici o yacht caraibici. No, il Natale di Jannik Sinner, guardandolo in contromano rispetto al luccicante glamour dello star system, sarà di un trasgressivo che levati. Perché lo passerà a San Candido, a casa di papà Hanspeter e mamma Siglinde. Dormirà nella "cameretta" con il fratello Mark e indovina che cosa chiederà a Babbo Natale per essere felice? Sempre la stessa cosa, ogni anno: "La salute dei miei genitori".

Il Rosso è fatto così, più cerchi l’eccesso, più trovi la normalità. Quella di un ventenne che ancora oggi si diverte a togliere il pennino dalla Bic e a mo’ di cerbottana e sparare una pallina di carta addosso agli amici di sempre per ridere insieme. Già perché i presunti amici che si avvicinano ora che è una stella, non li vuole troppo tra i piedi, anzi.

Ok, qualcuno ci ha provato a scalfire il ’Normal One’ di San Candido. Il contratto con Gucci, la residenza a Montecarlo, la Davis snobbata. Già, ricordate il massacro mediatico per quel "no" nato dall’esigenza di arrivare al top nel finale di stagione e, alla fine e tra l’altro, vincerla la maledetta Davis? Ok, e Montecarlo? Il Rosso ti spiega, con calma, che se sei numero 4 al mondo, con chi è che puoi allenarti con intensità in Italia? A Montecarlo invece pullula di fenomeni, i campi sono sempre a disposizione e "io devo pensare ad allenarmi nel modo migliore, sennò non progredisco", ha spiegato di recente il ragazzo robot.

Già, perché lui prima delle Finals si augurava di incontrare Djokovic nel girone, altro che evitarlo. Perché? Nella sua testa, provare a batterlo significa misurare se stesso attraverso il metro del serbo. Sempre con lo stesso mantra: "O vinco, o imparo". Bellissimo per un millennial che s’arrampica sulla vita a testa in giù rispetto ai suoi coetanei vip. Jannik è uno che preferisce mollare il cellulare e aprire un libro, preferibilmente un thriller tipo La Cena di Herman Koch. Uno che che alla playstation preferisce i giochi da tavolo e va pazzo per Activity. Addirittura tranciante nel rapporto con i social. Pare abbia rotto con la ex Maria Braccini, modella e influencer, rea di aver pubblicato un post su Instagram che li ritraeva insieme. Perché sulla vita privata Jannik è monacale: "Se sto o no insieme a una ragazza, non lo metterò mai sui social. Non ho bisogno di mettere una foto per far vedere a tutti che sono fidanzato". E allora a che servono? "Un mezzo per lo sport che faccio".

Scrocca le pay tv ’rubando’ le password ai suoi coach, una cosa che lo diverte da morire. Il cibo? Dieta ferrea. Però va matto per la pizza, al punto che per la sua festa i genitori gli hanno preparato una margherita con le candeline. Jannik è intriso di cultura del sudore, lavoro e sacrificio che il papà chef in un rifugio e la mamma cameriera gli hanno insegnato. Possibile che non abbia eccessi? No, però ha idoli eccessivi: il rapper irriverente Eminem oppure, quando sembrava che Jannik dovesse diventare un asso dello sci, il suo eroe era il fenomeno hippie Bode Miller: "Sulla neve eravamo uguali, Bode o stravinceva o si schiantava". Dopo la vittoria del torneo di Vienna, a chi gli chiedeva quale fosse il suo segreto, rispondeva: "Fare colazione tutte le mattine con i miei genitori".

In un mondo dello sport in cui si abusa del concetto di “pressione“, Jannik è andato ancor di più contromano: "La pressione non è la mia, semmai è quella di un capofamiglia che deve portare il cibo a casa, di un medico che salva vite o di qualcuno che non sa se tra cinque ore o cinque giorni gli entrerà un razzo in casa". Capito?