Inferno all’inceneritore. Esplosioni in serie, tre operai feriti: "Ma l’aria è pulita"

Hera: "Impianto in sicurezza". Uno dei manutentori ustionato è grave. La Digos esclude la matrice dolosa. L’ipotesi: batterie per sbaglio tra i rifiuti.

Inferno all’inceneritore. Esplosioni in serie, tre operai feriti: "Ma l’aria è pulita"

Inferno all’inceneritore. Esplosioni in serie, tre operai feriti: "Ma l’aria è pulita"

e Andrea Oliva

Una forte esplosione, partita con ogni probabilità da un oggetto finito in mezzo ai rifiuti conferiti all’inceneritore di Raibano, nel Comune di Coriano, in provincia di Rimini. Ieri attorno alle 16.10 la deflagrazione, che ha coinvolto e in parte bruciato il nastro trasportatore sul quale vengono immessi i rifiuti triturati destinati all’incenerimento, è stata sentita in maniera distinta anche ad alcuni chilometri di distanza. "In casa mia tremavano anche i muri" ha raccontato un residente. Tre le persone ferite: si tratta degli operai di una ditta esterna incaricata di svolgere lavori di manutenzione nel sito situato a pochi chilometri di distanza da Riccione. Uno di loro, un italiano di 28 anni, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Bufalini di Cesena, dopo aver – a quanto pare – riportato delle ustioni, ma non risulta essere in pericolo di vita. Meno gravi le condizioni degli altri due operai (tra cui uno straniero) accompagnati ai pronto soccorso di Rimini e Riccione in codice giallo.

L’allarme ha fatto accorrere sul posto i vigili del fuoco con dieci uomini, due camion e un’autoscala, oltre ai mezzi del 118, inclusa un’eliambulanza, carabinieri, medicina del lavoro. Da ieri pomeriggio si stanno compiendo accertamenti approfonditi sulle cause che potrebbero aver portato all’esplosione. "L’impianto è in sicurezza – ha precisato Herambiente in una nota –. Sono in corso indagini interne per individuare la tipologia e la provenienza dei rifiuti estranei conferiti nell’impianto, che hanno portato alla deflagrazione". Di certo non si è trattato di un malfunzionamento dell’impianto: a provocare lo scoppio sarebbero stati infatti uno o più oggetti che si trovavano in mezzo ai rifiuti solidi urbani conferiti al termovalorizzatore di Raibano per essere inceneriti. Tra le ipotesi da vagliare c’è quella legata alla presenza di una batteria d’auto, pile o petardi inesplosi che sarebbero finiti per qualche motivo all’interno dell’impianto. È stata anche allertata la Digos, che al momento, tuttavia, non ha raccolto indicazioni che possano far pensare a una matrice dolosa. Lo stesso vale per gli accertamenti svolti dai vigili del fuoco, più propensi a considerare un’origine accidentale. Del fatto è stata informata la procura di Rimini che aprirà un fascicolo.

Tra chi abita in zona, il primo pensiero è andato alle esalazioni in atmosfera. "Su questo posso dire che la situazione già nel tardo pomeriggio appariva abbastanza tranquilla – ha precisato il sindaco di Coriano, Gianluca Ugolini –. I tecnici di Arpae sono arrivati sul posto poco dopo l’esplosione e hanno iniziato ad eseguire le prime misurazioni. Ora attendiamo il rapporto per avere in quadro esatto di quanto è accaduto. Non pare tuttavia siano sorti particolari problemi grazie anche al fatto che l’esplosione ha coinvolto la zona del nastro trasportatore dei rifiuti e non il forno dove bruciano". Il sindaco è arrivato sul posto circa un’ora dopo la prima esplosione, a cui "ne sono susseguite altre, pare un paio più piccole". Quando è arrivato sul posto i vigili erano impegnati nel circoscrivere l’area e mettere in sicurezza l’impianto. "La situazione si è normalizzata in poco tempo devo dire. Sui feriti preoccupa il terzo, quello trasportato in codice rosso a Cesena perché era il più vicino all’esplosione ed è stato investito dal calore e dai fumi".