Il terrore dei sopravvissuti: "Abbiamo visto la morte in faccia. Così siamo scampati alle fiamme"

Il racconto dei parrocchiani e del sacerdote. Il boato, la frenata improvvisa e le urla in mezzo al fumo. Il coraggio dell’autista: prima di scendere dal mezzo ha controllato se tutti i passeggeri erano in salvo.

Sono i ragazzi di tre parrocchie, quella di San Basso di Cupra Marittima, della Madonna della Speranza e di San Pio V di Grottammare, tutte in provincia di Ascoli Piceno. Ieri, erano stati portati dai loro sacerdoti in gita a Urbino per ammirare la città di Raffaello e la magnificenza del duomo. Subito dopo pranzo, tutti di nuovo in marcia per tornare a casa. Ma fatti tre chilometri lungo la strada di ritorno, ecco l’incrocio col destino: il pullman viene centrato in galleria da un’ambulanza del 118, esplodono le bombole dell’ossigeno, scoppia l’incendio ed è una strage. Che i ragazzi riescono a scampare per il coraggio del loro autista. Li ha fatti scendere dal retro urlando di correre via verso l’uscita. E lo hanno fatto tutti, con i loro zainetti e i cappellini ancora ben calzati, camminando spediti nella galleria già invasa dal fumo. Li abbiamo trovati, seduti, in un altro pullman chiamato a dare un riparo ai ragazzi, a lato del centro commerciale il Consorzio di Urbino. I ragazzi non vogliono parlare, o meglio vorrebbero, ma un sacerdote urla che non c’è niente da dire, che "abbiamo visto la morte in faccia e questo basta per dire quello che proviamo". Le volontarie della Croce rossa, come Brunella e Daniela, non solo cercano di tranquillizzare i ragazzi spaventati, ma fanno di più: "Saliamo anche noi nel pullman per accompagnare i ragazzi fino a casa, tra San Benedetto e Monteprandone. Non possiamo far mancare il nostro aiuto, hanno avuto paura. Hanno rischiato molto in quella galleria".

I visi dei giovani dicono tutto: sono seri, con lo sguardo basso, guardano gli accompagnatori per cercare una parola certa, hanno parlato al telefono con i loro genitori per tranquillizzarli ma sanno che non ci sono riusciti. I sacerdoti che accompagnano i ragazzi, con età che varia dai 7 ai 13 anni, non intendono parlare di ciò che hanno visto per non gettare ancor più nella disperazione i più piccoli. I quali, stando ad un accompagnatore, hanno capito subito il dramma che stava accadendo e si sono lanciati fuori dal pullman obbedendo immediatamente agli ordini dell’autista. C’è stata una reazione incredibile e nessuno in quel momento ha pensato di piangere. Hanno invece reagito come se fossero grandi e questo è stato determinante per la salvezza di tutto il pullman. Ancora pochi minuti di incertezza, e sarebbe andata diversamente. Ma qualcuno ci ha protetto".

Roberto Damiani