A sette anni voleva riparare gli organi con la nanotecnologia. Oggi, a undici anni e dopo una laurea in fisica ottenuta in soltanto dodici mesi di studi, vuole far raggiungere all’uomo l’immortalità. Laurent Simons (nella foto) è il bambino prodigio belga che ora le università si litigano. Il suo sogno è sostituire con la tecnologia tutte le parti del corpo, per prolungare la vita degli esseri umani, ma mantenendo un collegamento con il cervello in modo da salvare per sempre la coscienza dell’individuo. Laurent è originario di Ostenda, dove si è subito distinto per il suo quoziente intellettivo praticamente fuori scala. Nei test standard che misurano il QI è infatti arrivato al massimo, a 145, ma secondo i medici e gli psicologi non è possibile stimare esattamente le sue capacità intellettive perché persino la scala è limitata per lui. A otto anni era già pronto per l’università. L’ateneo di Anversa lo ha accolto a braccia aperte nella facoltà di fisica, e in un anno appena di studio Laurent ha preso la laurea, diventando a 11 anni il più giovane laureato al mondo.