Sabato 20 Luglio 2024
GABRIELE
Cronaca

Il senno di poi e la ’pazzia’ di prima

Gabriele

Canè

Può sempre capitare che qualcuno di sbagliato si trovi in un "posto giusto". E che la cosa finisca male. Malissimo. C’è un macabro paradosso nella tragedia di ieri a Roma, dove la follia ha colpito in un bar che per una raggelante coincidenza si chiama proprio "Il posto giusto". Con il problema di sempre in questi casi, che non nascono dal nulla, ma sono l’ultimo anello di una catena che purtroppo viene ricostruita nella sua interezza, e pericolosità, solo a mattanza compiuta: in che posto doveva stare Claudio Campiti? Quale era la collocazione più confacente a una persona dalla vita difficile, un odio inconsulto per gli altri condomini, la voglia di avere una pistola negata dalle autorità e prelevata con troppa facilità al poligono?

Con una situazione psichiatrica fragile, conclamata, fatta di minacce ai vicini, di scritti violenti, denunce? Un matto, insomma, si sarebbe detto prima che fossero abolite le parole che riassumevano in modo crudo, ma esatto una patologia, un difetto. Un malato che probabilmente non era apparso tanto matto da essere costretto in una qualche struttura, ma che senza dubbio, e visti gli esiti, meritava più attenzione, più controllo sanitario e non. Certo, è facile dirlo ora che ha sparato in faccia a degli innocenti. Era facile dirlo un mese fa per l’uomo da tempo in stato di profonda depressione che ha accoltellato e ammazzato in un supermarket di Assago.

Ed è difficile che una società, anche la più ricca, la più sensibile, abbia una rete di assistenza e prevenzione capace di scongiurare episodi come questo. Non c’è dubbio, però, che le fragilità sempre più diffuse, evidenti, richiedano un’attenzione maggiore, ovunque, e investimenti superiori in uomini, mezzi, strutture. Questione di scelte politiche, quando i cordoni della borsa sono stretti. Questione di vita e di morte, se la persona sbagliata è tra noi. E morire è ingiusto, come ha detto Giorgia Meloni. Piangendo una amica che pensava di essere nel "posto giusto".