Venerdì 12 Aprile 2024

Il patto di Firenze. Schlein trova Conte. L’abbraccio in corteo promette alleanze

La segretaria Pd: lavoriamo insieme su scuola, sanità, salario minimo. Il leader M5s: "Obiettivo è rafforzare l’azione politica dei progressisti"

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di Ilaria Ulivelli

Siamo al patto di Firenze. La nuova sinistra nasce in piazza Santa Croce dinanzi "all’urne de’ forti" che suggeriscono Egregie cose. Sotto lo sguardo attento e severo di Dante Alighieri si abbracciano Elly e Giuseppe. Non solo metaforicamente. La Schlein e Conte parlano, anzi parlottano al modo dei calciatori per nascondere il labiale al Var. E, in questo caso, anche per dare quella suggestione degli amici che si confidano, chissà se si saranno già dati appuntamento. Poi prendono per mano la Cgil di Maurizio Landini e la sinistra di Nicola Fratoianni e i Verdi.

Si parte da "temi concreti, su cui potremo fare un buon lavoro insieme", dice la neosegretaria, che detta l’agenda: difesa di scuola pubblica, sanità pubblica, lavoro, Costituzione, battaglia per il salario minimo e contro l’autonomia differenziata. Avanti con gli aiuti a Kiev ma niente stop alla ricerca della pace: "E le due cose non sono in contraddizione", zittisce chi si ostina a dirle che prima o poi dovrà scegliere. Si conta la sinistra, in un’ondata di entusiasmo che non si vedeva da tempo. "Il fatto che ci ritroviamo qui con la neosegretaria vuol dire che noi ci siamo sulle battaglie concrete – dice il leader del M5s Giuseppe Conte –. A noi interessa lavorare per rafforzare l’azione politica dei progressisti. Se ci si farà col nuovo vertice Pd ben venga per tutta l’Italia".

Nelle viuzze del centro il corteo straripa. Alla giovane e sorridente segretaria Schlein chiedono non solo selfie, ma anche autografi, la ringraziano di "aver restituito la speranza a chi non votava più da almeno dieci anni", dice Maria. La Cgil si esalta: "Siamo più di cinquantamila". E sfilano gli striscioni antifascisti, aggrappati alle mani di lavoratori, pensionati, studenti. "Siamo qui per difendere i valori antifascisti", contro l’aggressione squadrista agli studenti del liceo classico Michelangiolo a Firenze, due settimane, come dice Pietro, che frequenta la quinta a quel liceo Da Vinci della preside più famosa d’Italia Annalisa Savino, guest star della manifestazione (esibisce il cartello "Io non sono indifferente") dopo che il ministro dell’istruzione aveva minacciato provvedimenti per la sua circolare contro il rischio del fascismo e dell’indifferenza finita anche bruciata. Contro Valditara si scatena la fantasia degli striscioni e dei cori.

"Penso che serva un’alleanza che metta insieme Pd, M5s, Alleanza Verdi Sinistra e che poi si provi ad allargare su un programma di cambiamento per il Paese", dice Fratoianni. Mentre il verde Angelo Bonelli rimarca l’assenza del Terzo Polo dalla piazza di Firenze: "Calenda e Renzi sbagliano". Non ci sono i leader, ma qualcuno di Italia viva c’è già al ritrovo: l’ex ministra Teresa Bellanova e l’europarlamentare Nicola Danti.

"Avanti popolo alla riscossa". Sventolano le bandiere e le parole di Bandiera rossa. Rimbalza sotto i porticati di piazza Santissima Annunziata, culla del Rinascimento fiorentino, il tradizionale canto popolare dei lavoratori di stampo socialista e comunista. Identitario e radicale, era rimasto soffocato per anni prima di riuscire così a furor di popolo. Siamo alla partenza. Ma già si capisce sarà un successo. Si temono disordini che non ci saranno: i più frizzanti dei centri sociali saranno un centinaio e anche i Cobas un manipolo che li precede. C’è tutto un mondo intorno. Insieme ai sindacati, Anpi, Arci, Acli e un elenco infinito di associazioni. Gli slogan sono antichi e nuovi. "Perché l’antifascismo non conosce stagioni, ora e sempre Resistenza". Alle 17.30 si comincia a lasciare la piazza, il sole si abbassa mentre si alza Bella Ciao.