Centri anti violenza, le richieste di aiuto sono aumentate del 40%. E continuano a crescere

I numeri Istat degli ultimi cinque anni. E solo la scorsa settimana 500 telefonate. I carabinieri alzano la guardia: "Massima attenzione a tutte le segnalazioni"

Roma, 1 dicembre 2023 – Più di 105mila contatti nel 2022, in crescita del 4,9% rispetto all’anno precedente. E un totale di 60.751 donne che si sono rivolte ai Centri anti violenza, in aumento del 7,8% dal 2021. Mentre nei primi tre trimestri del 2023 ne sono arrivate più di 42mila. E dopo il caso di Giulia Cecchettin i numeri sono in continua crescita.

I dati dell’Istat sui servizi erogati dal Sistema di protezione delle vittime di violenza dicono che i centri sono in aumento: 385 in totale l’anno scorso. Ci lavorano operatori volontari e retribuiti. E la crescita dei contatti rispetto a cinque anni fa è del 39,8%.

Violenza contro le donne, i numeri dei centri
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Si rivolgono ai Cav soprattutto donne che hanno subito violenze fisiche, psicologiche, minacce e violenze economiche, che a volte durano da anni e che portano al pronto soccorso nel 31% dei casi. Soprattutto, spiega l’istituto di statistica, il profilo delle violenze si delinea in modo del tutto simile a quello che emerge per le vittime dei femminicidi.

Gli autori sono in prevalenza partner ed ex partner (78,3%). Seguono gli altri familiari con l’11,1%. Per il 37,9% le strutture si trovano al Nord, il 20,8% si trova nel Centro e il 41,3% nel Sud e nelle isole. In rapporto alla popolazione femminile ci sono 0,13 Cav ogni 10 mila donne a livello nazionale, un valore che sale a 0,81 nel Mezzogiorno.

Oltre che per informazioni, la maggior parte delle telefonate riguarda richieste di aiuto per vittime di violenza e stalking, seguite dalle segnalazione di casi che riguardano altre donne.

Arianna Gentili, responsabile per Differenza Donna del Numero nazionale 1522 della presidenza del consiglio dei ministri, dice che dopo l’omicidio Cecchettin le telefonate sono raddoppiate: "Siamo arrivati intorno alle 450-500 nella settimana del 25 novembre. In questi giorni riceviamo tantissime chiamate, e in particolare sono aumentate le telefonate di ragazze dell’età di Giulia, ma anche di amiche o di madri che sono preoccupate per un’amica o una figlia che sta vivendo una situazione che ritengono pericolosa".

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Violenza sulle donne, circolare dei carabinieri: massima attenzione alle segnalazioni

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Intanto, dopo l’assassinio di Giulia Cecchettin, il comando generale dei carabinieri ha inviato a tutti i comandi e alle stazioni del territorio una circolare con indicazioni operative per contrastare la violenza di genere e assicurare interventi tempestivi. In caso di segnalazioni di "episodi di maltrattamenti, violenze e atti persecutori nei confronti di vittime vulnerabili, è fondamentale un’accurata e tempestiva gestione degli interventi". "Ogni segnalazione –prosegue la circolare – deve essere gestita, fin dal primo momento, con la massima attenzione, con adeguata sensibilità e nella piena osservanza delle procedure stabilite". La sera di sabato 11 novembre al 112, alle 23.18, era arrivata una telefonata da un vicino di casa dei Cecchettin, a Vigonovo, che aveva udito le urla di una ragazza, poi risultata essere Giulia, nel parcheggio vicino, a cui non era seguito l’arrivo di alcuna pattuglia. Uscita la notizia, il comando dell’Arma aveva spiegato che, mentre l’operatore della centrale riceveva la segnalazione, era arrivata un’ulteriore richiesta di intervento per una rissa all’interno di un bar, con l’invio sul posto di un’auto, e che nelle stesse circostanze di tempo l’altra autoradio disponibile era stata già impegnata per una lite accorsa a seguito di incidente stradale.

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