"Ho mal di gola, aiutatemi". Va al pronto soccorso e muore dopo tre ore. Aperta un’inchiesta

Francesco De Paolis, 44 anni, accusava dolori da qualche giorno. Gli era stato assegnato un codice bianco e aspettava di essere visitato. Disposta l’autopsia, lo strazio della compagna: "Ditemi che cosa è successo". .

"Ho mal di gola, aiutatemi". Va al pronto soccorso e muore dopo tre ore. Aperta un’inchiesta
"Ho mal di gola, aiutatemi". Va al pronto soccorso e muore dopo tre ore. Aperta un’inchiesta

Roma, 5 gennaio 2024 – Morto in pronto soccorso dove si era recato per un forte mal di gola: la tragedia avvenuta la sera di San Silvestro all’ospedale San Camillo-Forlanini avrà un seguito giudiziario dopo che il sostituto procuratore della capitale, Luca Guerzoni, ha aperto un fascicolo e ha disposto l’autopsia che è stata effettuata ieri al Policlinico Gemelli. I risultati chiariranno le cause di un decesso che non ha al momento spiegazioni ma sul quale i parenti della vittima sono già sul piede di guerra. Francesco De Paolis, 44 anni, cassiere del supermercato Tigre di via Cesare Pavese all’Ostiense, da qualche giorno soffriva di mal di gola che nel pomeriggio del 31 dicembre diventa sempre più forte fino a convincerlo a recarsi, da solo, al vicino pronto soccorso dell’ospedale sulla Gianicolense.

Alle 19,30 arriva all’accettazione: il tampone per il Covid è negativo, viene sottoposto a un prelievo e messo in lista in codice bianco, quindi tutt’altro che considerata un’urgenza. Il paziente si sistema nella sala di aspetto e comincia a chattare su whatsapp con la compagna, Chiara Romei, scrivendo che il disturbo si stava facendo più doloroso. In casa erano stati tutti influenzati e quindi sembrava un decorso dello stesso virus.

Ma un messaggio di Chiara delle 20,33 non ottiene risposta e la donna si preoccupa. Si scopre poi che Francesco si accorge di non riuscire più a deglutire e chiede aiuto: "Sto male, sto male". Lo portano d’urgenza in ambulatorio dove viene intubato. Nel frattempo Chiara tramite una parente si mette in contatto con l’ospedale dove però non ottiene risposte e perciò decide di recarsi a vedere di persona che sta accadendo. Ma alle 22,30 la anticipa la telefonata di un’infermiera del San Camillo-Forlanini: "Signora venga immediatamente, la situazione si è aggravata". Chiara arriva in pochi minuti e riesce a tenere fra le braccia il compagno che sta spirando: i medici hanno tentato quattro volte di rianimarlo, ma Francesco non ce l’ha fatta ed è morto quando mancava un’ora al nuovo anno.

"Sono riuscita a dargli l’ultimo saluto prima che spirasse", racconta in lacrime Chiara che, passato il momento del dolore, e sentiti i familiari, si rivolge a un avvocato, Cesare Antetomaso, e con lui si reca alla stazione dei Carabinieri di Porta Portese a sporgere denuncia. Da qui la decisione del pm di disporre l‘autopsia. Si sospetta un edema alla glottide. Francesco per il suo mal di gola non aveva potuto prendere un antibiotico specifico in quanto allergico e si era curato con un normale spray. Fra le cause che possono portare all’ingrossamento della laringe ci sono sia infiammazioni sia malattie croniche o cardio-renali sia allergie a farmaci o alimenti: i medici legali del Gemelli dovranno chiarire quella che è stata la causa dirompente del decesso. "Lo aspettavo a casa per festeggiare con la nostra bimba di tre anni – racconta ancora Chiara – e invece ora sono qui a piangerlo e a chiedere chiarezza e giustizia". Francesco lascia anche un’altra figlia di 12 anni.