Si chiamerà ‘National green pass’ e, in attesa dell’arrivo del pass europeo previsto per la metà di giugno, consentirà ai viaggiatori provenienti dal resto del mondo di circolare liberamente in Italia a partire dalla seconda metà di maggio, anche nelle regioni in zona rossa e arancione. Il pass che il governo introdurrà nelle prossime settimane sarà di...

Si chiamerà ‘National green pass’ e, in attesa dell’arrivo del

pass europeo previsto per la metà di giugno, consentirà ai viaggiatori provenienti dal resto del mondo di circolare liberamente in Italia a partire dalla seconda metà di maggio, anche nelle regioni in zona rossa e arancione. Il pass che il governo introdurrà nelle prossime settimane sarà di fatto identico alle ‘certificazioni verdi’, vale a dire i documenti che già ora gli italiani devono utilizzare per spostarsi all’interno del paese tra regioni di diverso colore e che sono stati introdotti con il decreto legge 52 del 22 aprile: il certificato di avvenuta vaccinazione, che vale sei mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale (dunque con entrambe le dosi o, nel caso di J&J con una sola) e che può essere in formato cartacea o digitale; il certificato di avvenuta guarigione, anche questo valido sei mesi e rilasciato o dall’ospedale in cui si è stati ricoverati o dal proprio medico di base; un tampone molecolare o antigenico con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti allo spostamento che, nel caso dei turisti stranieri, deve essere stato fatto nelle 48 ore precedenti all’ingresso nel nostro paese.

Inizialmente il National green pass sarà cartaceo: basterà dunque avere con sé uno dei tre documenti richiesti; con l’introduzione del pass europeo, invece, i dati verranno caricati sulla piattaforma tecnologica che sarà funzionante con gli stessi criteri per tutta l’Unione europea.

Con l’introduzione del pass per gli stranieri cambieranno anche le regole per l’ingresso in Italia. L’ipotesi sul tavolo del governo al momento è quella di liberalizzare gli ingressi dall’Unione Europea e da alcuni paesi in cui le vaccinazioni sono più avanti, come Stati Uniti e Israele, e mantenere le misure precauzionali per gli altri.