È una sfida testa a testa, quella tra centrodestra e centrosinistra in Puglia. Secondo l’ultimo sondaggio Ipsos, curato da Nando Pagnoncelli, il candidato del centrodestra, Raffaele Fitto, guida la competizione, ma di pochissimo: 41% contro il 39,4% del governatore uscente, Emiliano. Decisivi saranno i voti degli grillini (non a caso il Pd insiste a chiedere loro il voto disgiunto, permesso dalla legge elettorale regionale), con la candidata M5s, Antonella Laricchia, che a oggi è accreditata di un buon 15,6% dei voti. I grillini nel 2018 alle politiche avevano ottenuto il 45 per cento, e il loro bacino potenziale è grande. Gli elettori Cinquestelle delusi che potrebbero optare per l’uno o per l’altro aspirante governatore sono quindi molti, mentre è ridotto al lumicino il candidato...

È una sfida testa a testa, quella tra centrodestra e centrosinistra in Puglia. Secondo l’ultimo sondaggio Ipsos, curato da Nando Pagnoncelli, il candidato del centrodestra, Raffaele Fitto, guida la competizione, ma di pochissimo: 41% contro il 39,4% del governatore uscente, Emiliano. Decisivi saranno i voti degli grillini (non a caso il Pd insiste a chiedere loro il voto disgiunto, permesso dalla legge elettorale regionale), con la candidata M5s, Antonella Laricchia, che a oggi è accreditata di un buon 15,6% dei voti. I grillini nel 2018 alle politiche avevano ottenuto il 45 per cento, e il loro bacino potenziale è grande. Gli elettori Cinquestelle delusi che potrebbero optare per l’uno o per l’altro aspirante governatore sono quindi molti, mentre è ridotto al lumicino il candidato di Italia viva e centristi, Ivan Scalfarotto (1,6%)

In merito alle liste, Pd e Lega viaggiano quasi appaiati, al 18%, seguiti dal M5S (17%). Da notare anche che la somma delle liste che sostengono Emiliano prende meno rispetto al candidato (38,4%, quindi -1%) mentre le liste della coalizione di Fitto si attestano al di sopra di quest’ultimo (42,4%, 1,4% in più). Quindi, mentre Emiliano sembra avvalersi del voto disgiunto (ma non abbastanza da superare Fitto), e su quello continua a puntare, Fitto si fa forte della superiorità delle sue liste.

Ma le elezioni pugliesi non sono importanti solo perché si decideranno sul filo di lana. Infatti, la Puglia è la terra del premier, Giuseppe Conte e Conte qui si è speso molto per cercare di chiudere, inutilmente, l’alleanza tra Pd e M5s. Inoltre, la differenza tra una sconfitta 4 a 2 a favore del centrodestra o di un pareggio 3 a 3 per il centrosinistra la farà proprio la Puglia (sempre che "tenga" anche la Toscana). Ma anche per il centrodestra sono elezioni cruciali. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in ascesa in tutti i sondaggi, è proprio in Puglia (e nelle Marche) che gioca le sue carte in prospettiva nazionale.

Infine, sfida nella sfida, c’è quella tra governatore uscente ed ex. L’ex magistrato ed ex sindaco di Bari Michele Emiliano, che ha spesso diviso i Dem per le sue posizioni controcorrente e la cocciuta rincorsa all’alleanza con l’M5S, è un ras locale dei dem al Sud, ruolo rafforzato dal Covid. Per il centrodestra corre invece Raffaele Fitto: eletto presidente della Puglia nel 2000, a soli 31 anni, il più giovane d’Italia, è stato ministro, deputato ed è attualmente europarlamentare, fondatore di un movimento autonomo, "Conservatori e Riformisti". La Meloni lo ha ricandidato imponendolo a un centrodestra in cui FI nicchiava mentre la Lega, per mesi, ha cercato di stopparlo opponendogli il nome del civico Nuccio Altieri.

Gli altri due candidati che potrebbero fare la differenza sono, appunto, Antonella Laricchia del M5s, pasdaran del Movimento che ha puntato i piedi per restare in corsa da sola anche quando sembrava che Di Maio fosse pronti a cedere all’accordo con il Pd, e il renziano Ivan Scalfarotto, candidatura imposta da Renzi e dalla ministra (salentina e renziana) Teresa Bellanova, storica avversaria di Emiliano. Sottosegretario agli Esteri, pasdaran del renzismo, Scalfarotto ha unito quel grumo liberal-democratico presente, pur se in modo esile, in Puglia (renziani, calendiani, +Europa), che non ha mai digerito Emiliano. Ma sono i voti della Laricchia quelli potrebbero venire a mancare ad Emiliano, facendolo perdere al fotofinish.

Come ovunque, anche in Puglia le liste (29 in totale e 1300 gli aspiranti consiglieri regionali) portano acqua al mulino degli acchiappavoti. A sostegno di Emiliano c’è un vero ‘esercito’ di 15 liste e di oltre 700 candidati. Solo cinque invece le liste per Fitto, due per la Laricchia, tre per Scalfarotto.

Piccola curiosità, la sfida tra virologi. Emiliano schiera Pier Luigi Lopalco, l’epidemiologo della task force che gestisce l’emergenza sanitaria in Puglia. Fitto candida Danila De Vito, virologa definita l’anti Lopalco.

Ettore Maria Colombo