Filippo Turetta, è battaglia sull’infermità mentale. Gli audio a Giulia: "Non devi vedere le amiche"

Era insistente negli ultimi giorni: "Stai solo con me". La 22enne aveva manifestato paura e ansia ai familiari. La difesa valuta la perizia psichiatrica: difficile, perché in passato non ha mai dato segni d’instabilità

Venezia, 30 novembre 2023 - La battaglia giudiziaria che si profila su Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin sarà giocata a colpi di fioretto e machete da difesa e accusa in un processo che si annuncia fin d’ora di grande interesse mediatico proprio per il contesto in cui è nato. E poi la grande domanda: Filippo in che condizioni psichiche si trovava quel sabato 11 novembre e come queste potrebbero influire sul processo? Come si definisce l’infermità mentale? In passato non aveva mai dato segni di instabilità, ed è per questo motivo che la difesa preferirebbe aspettare prima di chiedere una perizia.

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Gli audio minacciosi

Il team di psicologi forensi dell’avvocato Nicodemo Gentile, che assiste come parte offesa Elena Cecchettin, sorella della vittima, stanno esaminando e acquisendo audio di Filippo; in una telefonata urla a Giulia, mentre lei era con le amiche, che lo tradiva e che preferiva loro a lui e gliela avrebbe fatta pagare; la stessa cosa era accaduta con un audio registrato durante un’uscita tra sorelle.

La perizia psichiatrica

La difesa può chiedere al giudice un esame specialistico per il proprio assistito. Anche il pm può fare esaminare l’imputato. La difesa può anche effettuare proprie indagini affidandosi a un consulente di parte e poi presentare richiesta di perizia in qualsiasi momento del processo.

Il vizio di mente

Nel codice penale la cosiddetta infermità mentale si regge sul vizio: viene considerato sia quello "totale" sia quello "parziale". Da ciò dipende l’imputabilità o meno per la "capacità di intendere e volere". Quello totale, previsto nell’articolo 88 del codice penale, fa sì che chi ha commesso il fatto era per infermità in tale stato da escludere la capacità di intendere e di volere e quindi non è punibile. Il giudice potrà però disporre, se pericoloso, il trasferimento in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Col vizio parziale (articolo 89) l’imputato risponderà del proprio reato, ma la condanna sarà fortemente diminuita.

Ma chi è malato?

In campo giuridico si considera infermo di mente chi ha evidenti manifestazioni acute di scompensi psicopatologici; chi ha un deterioramento cognitivo dovuto a un disturbo mentale di tipo organico; chi è evidentemente schizofrenico; chi ha disturbi e scompensi di tipo psicotico e borderline.

E chi non lo è?

Si tende a escludere dall’infermità mentale – e quindi sarà sottoposto a giudizio – chi ha disturbi di personalità che non impediscono di esercitare le proprie funzionai sociali; chi ha sindromi e disturbi psichici in stato di remissione o in assenza di evidenti segni psicopatologici; chi ha disturbi che presentano una sintomatologia non chiara e dibattuta.

Chi dà l’ultimo giudizio

Ciò è compito del consulente nominato dal giudice (psichiatra o psicologo con specifica formazione in ambito forense): dovrà valutare i legami fra disturbo mentale e fatto commesso e decidere se esiste carattere di infermità anche solo limitata al momento in cui si è compiuto il reato.