Giovedì 25 Luglio 2024
ROSELLA FORMENTI
Cronaca

Fermati due carabinieri per il ferimento di un giovane nel Varesotto: erano fuori servizio

L’accoltellato è in prognosi riservata. Il pm: “Tentato omicidio”. I militari sono stati sospesi ma ci sono ancora molti punti ancora da chiarire

Pusher ferito nel Varesotto, fermati due carabinieri

Pusher ferito nel Varesotto, fermati due carabinieri

Castiglione Olona (Varese), 7 luglio 2024 – Sembrava l’ennesimo regolamento di conti fra bande di spacciatori. Un giovane straniero accoltellato, trovato ai margini di un campo in una zona periferica del Varesotto. E invece dietro questa vicenda c’erano due carabinieri che sono stati fermati dai colleghi e sospesi dal servizio. I due militari sarebbero entrati nell’area, nota per la presenza di pusher, senza ordini e fuori servizio, forse per un’operazione fai da te. Finita con una colluttazione e una serie di coltellate la cui dinamica è ancora tutta da chiarire.

Da quasi un decennio il grande smercio di stupefacenti, in Lombardia, si è spostato dalle città al silenzio di boschi e prati, comodi di svincoli stradali, lontani da occhi indiscreti. Bivacchi di fortuna, sentinelle lungo i sentieri, scontri qualche volta mortali, magari a colpi di machete. E quando accade, scatta un nuovo repulisti. Controlli a tappeto, arresti, sequestri di armi e droga. Poi, lentamente, si ricomincia. La storia comincia a Castiglione Olona, paese di poco più di 7mila abitanti. Nella notte fra venerdì e sabato parte una telefonata al centralino del 118. A chiamare è forse un passante. C’è un giovane accasciato a bordo strada, lungo via Fratelli Rosselli, fra i campi e le macchie di robinia, ferito da diversi colpi di lama. Il ragazzo, non ancora identificato, ma certamente straniero finisce ricoverato in terapia intensiva a Varese. Pare ancora la solita vicenda che le cronache hanno registrato decine di volte. Poi, domenica, la svolta. È la procura di Varese ad annunciare il fermo di due carabinieri.

A indagare sono stati i colleghi di Saronno, che "nell’immediatezza dei fatti" su ordine della procura hanno "tratto in stato di fermo i due militari che liberi dal servizio e in assenza di alcun ordine d’impiego, sarebbero intervenuti in un’area boschiva dove era in corso una presunta attività di spaccio". L’accusa ipotizzata è di tentato omicidio, ma cosa sia realmente successo non si sa ancora e saranno forse i militari a fornire qualche spiegazione ai superiori e ai magistrati. A quanto risulta ai pm la vittima "sarebbe entrata in contatto con i militari e a seguito di una colluttazione si sarebbe verificato l’episodio violento, i cui contorni sono tuttora al vaglio".

I due carabinieri dovranno raccontare cosa ci facevano in quella zona da soli, senza istruzioni, cosa sia accaduto una volta incontrato il ragazzo. E soprattutto resta da capire chi abbia chiamato i soccorsi e cosa abbiano fatto i due carabinieri davanti al ferito. Nel frattempo, il comando ha sospeso i due dal servizio, mentre la Procura conferma la fiducia all’Arma. "Quanto accaduto non inficia l’ottimo lavoro svolto nel contenimento del fenomeno dello spaccio nei boschi e l’incessante lavoro sviluppato dai carabinieri e dagli Squadroni Cacciatori impiegati da oltre un anno in provincia". Lo scorso anno fu un sottufficiale dei carabinieri, in servizio alla compagnia di Luino, sul lago Maggiore, a finire indagato per la morte di un marocchino di 34 anni ucciso il 10 febbraio 2023 nei boschi della zona di Castelveccana. Il militare avrebbe sparato durante un blitz antidroga.