Sono stati strozzati i due gemelli Elena e Diego, 12 anni, trovati privi di vita sabato mattina a Margno, in provincia di Lecco. Il padre, Mario Brezzi, ha utilizzato tutta la sua forza e la rabbia che aveva in corpo e con le mani li ha uccisi. È questo l’esito dell’autopsia eseguita ieri all’ospedale Manzoni di Lecco dall’anatomopatologo Paolo Tricomi. "Abbiamo avuto alcuni elementi in più rispetto alle prime indagini – sottolinea il procuratore di Lecco, Antonio Chiappani – e l’autopsia ha svelato che entrambi sono stati strozzati". Ieri è stata una giornata...

Sono stati strozzati i due gemelli Elena e Diego, 12 anni, trovati privi di vita sabato mattina a Margno, in provincia di Lecco. Il padre, Mario Brezzi, ha utilizzato tutta la sua forza e la rabbia che aveva in corpo e con le mani li ha uccisi. È questo l’esito dell’autopsia eseguita ieri all’ospedale Manzoni di Lecco dall’anatomopatologo Paolo Tricomi.

"Abbiamo avuto alcuni elementi in più rispetto alle prime indagini – sottolinea il procuratore di Lecco, Antonio Chiappani – e l’autopsia ha svelato che entrambi sono stati strozzati". Ieri è stata una giornata chiave per chiarire la dinamica del duplice omicidio e suicidio di Margno: in mattinata è stato affidato l’incarico all’anatomopatologo Paolo Tricomi, che avrà ora novanta giorni di tempo per consegnare la relazione sulla dinamica di quando accaduto nella casa dell’orrore di Margno nella notte tra venerdì e sabato. Nel pomeriggio è stata eseguita l’autopsia sui tutti e tre, i gemellini e il padre: l’autopsia è iniziata una manciata di minuti dopo le 14 e si è conclusa attorno alle 20. Oltre all’autopsia, eseguita dall’anatomopatologo Paolo Tricomi, sono stati effettuati i prelievi tossicologici che dovranno chiarire se i gemellini sono stati sedati prima del duplice omicidio. L’esito arriverà entro 30 giorni.

La ricostruzione di quanto accaduto è comunque chiara: il padre Mario Brezzi ha strozzato con le mani sia Diego che Elena, sul primo non ci sono segni, invece appaiono evidenti sulla sorellina. Poi ha scritto i messaggi via Whatsapp e una lunga email alla moglie Daniela Fumagalli in cui l’accusava di "aver rovinato la famiglia", è uscito di casa, ha buttato i due cellulari dei figli nella campana per la raccolta del vetro nella piazza del paese e percorso gli oltre 20 chilometri che separano Margno dal ponte della Vittoria di Cremeno dove si è tolto la vita. Il quadro sul duplice omicidio e suicidio è ormai chiaro agli inquirenti. I carabinieri della Compagnia di Lecco stanno passando al setaccio messaggi, telefonate e soprattutto il contenuto della lunga email scritta con la rabbia in corpo da Mario Bressi per carpire nuovi elementi. Il pubblico ministero Andrea Figoni, che coordina l’indagine, ha avuto ieri una dettagliata relazione dagli inquirenti che ieri hanno nuovamente setacciato la casa di Margno e la zona del ponte della Vittoria di Cremeno dove Mario Bressi si è tolto la vita alla ricerca del cellulare del 45enne.

È il tassello che manca all’indagine, dopo l’autopsia. Intanto dall’inchiesta emergono altri particolari nei rapporti tra Mario Bressi e Daniela Fumagalli: durante il lockdown per l’emergenza sanitaria il 45enne, secondo le testimonianze, avrebbe vissuto da separato in casa e dormiva sul divano. L’uomo non si voleva rassegnare alla rottura del matrimonio, al punto che ha respinto anche la raccomandata che avviava l’iter della separazione.