Venerdì 14 Giugno 2024
PATRIZIA TOSSI
Cronaca

Donazione organi, i giovani sardi sono i più generosi d’Italia. Trento, Verona e Sassari le città più virtuose

Il 2023 è stato un anno record per numero di consensi e trapianti. Ecco la classifica nazionale dell’Indice del Dono 2024. Milano in calo, tra i meno virtuosi gli ultra settantenni

Roma, 9 aprile 2024 – Record di trapianti e donazioni di organi, il 2023 si conferma l’anno con il più alto indice di generosità. Sono sempre più giovani le persone che decidono di donare, in cima alla classifica dei più disponibili ci sono i trentenni sardi con l'84,7% di consensi.

È Trento la città italiana più generosa d’Italia con il 78,1% di 'sì’ espressi dai suoi abitanti sulla carta d'identità, seguita da Verona (che sale dal quarto al secondo posto) e Sassari, con Livorno ai piedi del podio.

È quanto emerge dalla quinta edizione dell'Indice del Dono, il rapporto realizzato dal Centro nazionale trapianti (Cnt) che analizza i numeri delle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2023 al rinnovo delle carte d'identità. I dati sono stati raccolti dalle anagrafi di oltre oltre 7.000 Comuni italiani in vista della Giornata nazionale della donazione degli organi che si celebra domenica 14 aprile.

“La percentuale di consensi più alta, ben l'84,7%, è quella registrata tra i cittadini sardi tra i 31 e i 40 anni. È proprio quella dei 30-40enni la categoria che a livello nazionale dimostra maggiore generosità, con un consenso medio del 73,8%. A seguire ci sono i 41-50enni (73,1%) e i 51-60enni (71,3%): in entrambe le fasce, a livello regionale, sono i trentini a dichiarare il consenso in percentuali maggiori", sottolinea il Cnt.

L'Indice del Dono è la classifica nazionale della donazione e dei trapianti di organi
L'Indice del Dono è la classifica nazionale della donazione e dei trapianti di organi

La classifica: Milano in calo

“Per il terzo anno consecutivo è Trento a primeggiare fra le città con oltre 100mila abitanti, con un indice di 71,07 su 100, una percentuale di consensi del 78,1% e un tasso di astensione del 32%”, si legge nel report. Verona è risultata seconda in assoluto dietro Trento, con un indice di 69,56/100, una percentuale di consensi dell'81,7% e un'astensione del 43,4%. L'anno scorso il capoluogo scaligero si era fermato al quarto posto.

“Tra le altre grandi città più virtuose, Cagliari è quinta, Ferrara sesta, Padova settima, Firenze ottava e Perugia nona, Bergamo decima. In calo le quattro città maggiori: Milano è 24esima (era 16ma l'anno precedente), Torino passa dal 29esimo al 31esimo, Roma dal 32esimo al 33esimo, mentre Napoli resta ferma al 39 posto su 44", continua il rapporto.

Ad oggi, complessivamente il Sistema informativo trapianti ospita poco meno di 19 milioni di dichiarazioni registrate: 13,5 milioni di sì e 5,5 milioni di no.

Veneto: le città più virtuose

È Verona la seconda città più generosa d'Italia in tema di donazione di organi. Settima è Padova, dove i ‘sì’ registrati nel 2023 sono stati il 78,2% (indice 68,36/100). Belluno è nona a livello nazionale tra i comuni medio-grandi (30-100mila abitanti), mentre nella ‘top ten’ dei Comuni medio-piccoli (5-30mila abitanti) troviamo Ponte nelle Alpi (Belluno) ottava, e Torreglia (Padova) nona, mentre Chies d'Alpago (Belluno) è sesta tra i piccoli centri con meno di 5mila abitanti. Il paesino del bellunese è primo assoluto in Veneto, davanti a Vallada Agordina e Lorenzago di Cadore.

Il Veneto è complessivamente al quarto posto tra le regioni italiane con un tasso di consenso del 74,1% e un'astensione del 40,2%, contro una media nazionale di 68,5% di sì e di 41,8% di astenuti. Tra le diverse fasce d'età, sono i veneti tra i 41 e i 50 anni i più generosi (76,6% di consensi), praticamente appaiati i 31-40enni (76,5%), dietro i 18-30enni (73,9%). Meno bene i 71-80enni (68,5%), ma fra i coetanei gli anziani del Veneto sono al secondo posto nazionale.

Fattore età: la generosità dei giovani

Se nel 2023 si conferma il record assoluto di donazioni (oltre 2.000) e di trapianti (oltre 4.000), l'altra novità del report è l'analisi della propensione alla donazione nelle diverse fasce d'età a livello regionale.

La percentuale di consensi più alta è quella registrata dai sardi tra i 31 e i 40 anni ed è proprio questa fascia d'età a primeggiare a livello nazionale, con un consenso medio del 73,8%. A seguire ci sono i 41-50enni (73,1%) e i 51-60enni (71,3%). Meno buoni i risultati della raccolta tra i 18-30enni, probabilmente perché meno informati: tra i più giovani il consenso medio nazionale è del 68,9% mentre i contrari sono il 31,1%. In questa categoria anagrafica la percentuale più alta è quella dei ‘sì’ registrati tra i giovani valdostani (81,7%).

Ma è dopo i 70 anni che la percentuale di chi si oppone alla donazione tende a salire esponenzialmente: i ‘no’ sono il 41,5% tra i 71-80enni e ben il 55% tra gli ultraottantenni. Un dato condizionato, probabilmente, dall'errata convinzione che la donazione degli organi in età avanzata non sia possibile.

Cosa succede nel resto d’Italia

Tra i Comuni medio-grandi (tra i 30 e i 100mila abitanti) è di nuovo Corato (Bari) a ottenere il risultato migliore, con un indice di 75,70/100, il 76,2% di consensi e solo il 15% di astenuti. La cittadina pugliese precede Nuoro e Gravina in Puglia (Ba). Per quanto riguarda i comuni medio-piccoli (5-30mila abitanti), in testa c'è l'abruzzese Guardiagrele, in provincia di Chieti (indice 88,92/100, consensi 97,2%, astenuti 22,5%), davanti a Leverano (Lecce) e a Primiero San Martino di Castrozza (Trento).

Fra i piccoli centri, quelli con meno di 5mila abitanti, primeggia ancora una volta Geraci Siculo (Palermo), il piccolo paese delle Madonie dove, “grazie alla scelta di donazione da parte dei genitori di una bambina di 11 anni scomparsa nel 2021, la piccola Marta Minutella, l'intera comunità è coinvolta ormai da anni in numerose attività di sensibilizzazione”, spiegano dal Cnt.

Geraci ha fatto di nuovo segnare in assoluto il miglior risultato tra tutti i comuni italiani, con un indice di 95,83/100 e una percentuale di consensi del 100%: su 163 carte d'identità emesse nel 2023, sono stati raccolti 146 e nessun no, con soltanto 17 astensioni. Nella classifica dei piccoli centri al secondo posto c'è Rovescala (Pavia) e al terzo Cinte Tesino (Trento).