L’Italia delle disabilità, il monito di Mattarella: "Basta insulti e stereotipi. Inaccettabile l’odio social"

L’intervento del presidente della Repubblica in occasione della Giornata internazionale: rimuovere gli ostacoli. La premier Meloni: "Lavoriamo a una riforma ambiziosa". Schlein attacca: basta tagli

Roma, 4 dicembre 2023 – I social che possono diventare spietati verso una persona disabile, la burocrazia e le barriere architettoniche che sono muri contro cui si infrange anche il sogno quotidiano di vivere una vita normale e poi le famiglie dimenticate accanto a una persona che ha bisogno di cure, attenzione e tempo che sembrano non bastare mai.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la visita all'Arsenale dell'Armonia
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la visita all'Arsenale dell'Armonia

È l’inferno della disabilità che ieri, a distanza di 17 anni dall’approvazione della Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità, vede "ancora numerosi ostacoli all’esercizio di diritti fondamentali in ambito sociale, politico, lavorativo ed economico". A dirlo, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, è stato il presidente Sergio Mattarella: "La superficialità con cui si usano sui social espressioni che offendono la sofferenza di tante persone e famiglie che si ritrovano sempre più da sole a dover combattere il fenomeno dell’esclusione sociale, è inaccettabile".

Eppure , nonostante questa fotografia nitida del presente, il governo e il Parlamento sembrano considerare il tema una priorità. "Dobbiamo ribaltare la prospettiva sulla disabilità – sostiene la ministra della Disabilità, Alessandra Locatelli – serve che nel mondo della burocrazia e del terzo settore si cominci a ragionare in maniera più elastica. Ci stiamo impegnando in una rivoluzione istituzionale nei sistemi di presa in carico delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Affronteremo il tema della semplificazione e della sburocratizzazione. Oggi chi ha disabilità si deve muovere in una giungla di richieste, di uffici. È un peso enorme non più sopportabile. Le istituzioni devono muoversi al servizio dei cittadini, dobbiamo dare risposte il prima possibile".

Ed ecco la prima mossa che ha in ponte il governo: "Abbiamo appena firmato con il ministro del Lavoro Calderone – ha proseguito Locatelli – l’istituzione di un tavolo che avrà 6 mesi di tempo per il riconoscimento del ruolo del caregiver familiare. È una cosa che non può più aspettare. Da tanti anni ci sono proposte di legge che purtroppo rimangono inattuate. Ora abbiamo anche risposto all’Europa perché eravamo davvero gli ultimi, in coda, su questo tema. Ma non lo siamo su tanti altri".

Di seguito, la premier Meloni ha garantito che "il governo sta portando avanti una riforma ambiziosa che cambia l’approccio alla disabilità. L’obiettivo è quello di superare l’attuale frammentazione ed erogazione delle singole prestazioni per costruire un percorso coordinato e sinergico di accompagnamento della persona alla vita adulta". Una direzione che Meloni intende "perseguire con costanza e determinazione", ma secondo Elly Schlein, segretaria del Pd, "il primo obiettivo da parte dello Stato deve essere un investimento adeguato e costante sulla rete dei servizi di prossimità, sull’assistenza domiciliare, sul rafforzamento e delle strutture pubbliche, sui progetti per il durante e il dopo di noi, sui percorsi di inclusione lavorativa e di vita indipendente, sui servizi di aiuto per le famiglie sulle quali ancora oggi ricade quasi tutto l’onere dell’assistenza".

Motivo per cui la segretaria dem punta il dito contro l’esecutivo Meloni: "È incomprensibile la scelta del governo di tagliare i fondi per la disabilità, per questo il Pd non smetterà mai di battersi per contrastare questi tagli, aumentare le risorse per i servizi per le persone con disabilità, per la Sanità pubblica e per attuare la riforma della medicina territoriale. Senza questi strumenti concreti sarà vano ogni proclama e ogni celebrazione che affermi la piena uguaglianza di diritti".

Dal governo, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha comunque voluto ricordare che "l’inclusione inizia dalla scuola: dentro le aule tutti i ragazzi devono sentirsi accolti e godere delle stesse opportunità, senza distinzioni. Il ministero e l’intera comunità scolastica sono impegnati per abbattere le barriere, non solo strutturali, per una scuola che sia veramente inclusiva". E la ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha aggiunto: "Il 5 dicembre presenterò in Consiglio dei ministri un disegno di legge che semplificherà le norme esistenti attraverso misure di sistema e farà dell’Italia un Paese più vicino e più attento alle esigenze dei disabili, per un futuro più inclusivo e accessibile, che non lasci indietro nessuno".