Giovedì 30 Maggio 2024
GABRIELE MORONI
Cronaca

Riapre la chiesa del delitto di Elisa Claps. Il Papa: “Ma niente nozze e battesimi”

Potenza, il corpo trovato nel 2010 nel sottotetto del luogo sacro. Il Pontefice: “Sia custodita lì la memoria della ragazza”. La famiglia della 16enne uccisa trent’anni fa: “Decidano i fedeli se andarci, noi aspettiamo ancora la verità”

La chiesa della Santissima Trinità dove nel 2010 è stato ritrovato il corpo di Elisa Claps

La chiesa della Santissima Trinità dove nel 2010 è stato ritrovato il corpo di Elisa Claps

Per più di sedici anni quella chiesa ha nascosto la vita recisa di Elisa Claps. Fra segreti, ombre, errori, depistaggi, sospetti di omertà, dubbi. Riaprirà la chiesa della Santissima Trinità, a Potenza.

La decisione del Papa

Tornerà a essere luogo di culto e custodirà un ricordo. "È importante - ha scritto Papa Francesco all’arcivescovo di Potenza – che, avendo cura di custodire la memoria di Elisa ed evitando celebrazioni liturgiche di carattere festoso, diventi un luogo per la preghiera silenziosa, l’Adorazione, la ricerca del conforto interiore e spirituale, e per la promozione di una serena riflessione sulla sacralità della vita".

La famiglia Claps

La famiglia Claps ha risposto: "Le parole di Papa Francesco, ancora una volta, ci sorprendono e ci confortano in un periodo emotivamente faticoso. Siamo grati al Santo Padre perché continua a manifestarci vicinanza e affetto e accogliamo la sua lettera con riconoscenza". "Tuttavia l’ultima decisione spetta alla comunità: saranno i cittadini di Potenza a scegliere se ascoltare la parola di Dio in quel tempio. Il corpo di Elisa è stato artatamente occultato e successivamente fatto ritrovare in circostanze e tempi ancora non chiariti e che difficilmente possano escludere il ruolo più o meno attivo di esponenti dell’ambiente ecclesiastico".

Elisa Claps
Elisa Claps

La scomparsa di Elisa Claps

Nel 1993 Elisa Claps, studentessa al terzo anno di liceo classico, ha sedici anni. La mattina del 12 settembre esce di casa con un’amica. È diretta nella vicina chiesa della Santissima Trinità per assistere a una funzione religiosa. C’è anche un altro appuntamento: l’incontro con un amico che dovrebbe consegnarle un regalo per la promozione agli esami di riparazione. Invece scompare, svanisce fra le strade e i vicoli del centro storico di Potenza.

Le ipotesi

Tante ipotesi, dalla fuga volontaria alle messe nere, al sequestro finito male, e un filo per le indagini. Si chiama Danilo Restivo. È un siciliano ventunenne originario di Erice, che ha lasciato l’isola da ragazzo per trasferirsi in Basilicata quando il padre è stato nominato direttore della Biblioteca nazionale di Potenza. Poco dopo la sparizione della ragazza, si è presentato al pronto soccorso con una ferita alla mano e gli abiti insanguinati. "Sono caduto – spiega – nel cantiere vicino alla chiesa della Santissima Trinità, dove stanno costruendo la scala mobile". Gli abiti non vengono sequestrati.

Il ritrovamento del cadavere

Un buco nero, un grande caverna che si allunga fino al 17 marzo 2010. Alla Santissima Trinità ci sono state infiltrazioni d’acqua nel sottotetto. Alcuni operai sono al lavoro in quella specie di soffitta. Scoprono il cadavere di Elisa, un orologio, gli orecchini preferiti, i sandali, brandelli di vestiti, i jeans aperti come se avesse subito un’aggressione sessuale prima di essere uccisa. Uccisa con tredici coltellate. Nessuno sapeva, nessuno ha visto?

Il vice parroco è un giovane sacerdote di origini brasiliane. A Salerno, procura competente, racconta che tre mesi prima della scoperta è stato avvertito da due donne addette alle pulizie. È entrato nel sottotetto, ha intravisto un teschio, ha pensato a riti satanici, non a Elisa Claps, una vecchia storia. Ha cercato di avvertire il suo vescovo, non lo ha trovato, ha avuto problemi di salute, ha finito per dimenticarsi. Le due donne confermano e poi smentiscono. Danilo Restivo si è trasferito in Gran Bretagna, a Bournemouth, portandosi dietro la fama di uno facile agli innamoramenti, un molestatore di ragazze. Quando vuole "impossessarsi" dell’oggetto del suo desiderio cerca di tagliare una ciocca di capelli che conserva come una reliquia. Il 19 maggio 2010 viene arrestato per l’omicidio, otto anni prima, di una vicina di casa, una sarta che si chiama Heather Barnett. Il 30 giugno dell’anno dopo è condannato all’ergastolo. Sulla maglia che Elisa indossava al momento della scomparsa viene isolato il suo Dna. Trent’anni di reclusione per l’omicidio di Elisa Claps è la condanna di Danilo Restivo che la Cassazione rende definitiva il 23 ottobre 2014. Ventuno anni dopo quella domenica di settembre.