Roma, 28 settembre 2020 - A gennaio avevano già firmato il contratto d’affitto per i nuovi uffici, due piani nel centro di Milano. E studiato con gli architetti il layout per far lavorare al meglio la ventina di dipendenti e accogliere a rotazione, in riunioni e meeting giornalieri, un centinaio di fornitori esterni e gli altrettanto "colleghi" del partner Banca Profilo. Covid e lockdown però hanno cambiato i progetti di Tinaba, la piattaforma fintech che nella sua app integra servizi di pagamento, investimento, bancari e crowdfunding nata nel 2015 e che opera in partnership con Banca Profilo....

Roma, 28 settembre 2020 - A gennaio avevano già firmato il contratto d’affitto per i nuovi uffici, due piani nel centro di Milano. E studiato con gli architetti il layout per far lavorare al meglio la ventina di dipendenti e accogliere a rotazione, in riunioni e meeting giornalieri, un centinaio di fornitori esterni e gli altrettanto "colleghi" del partner Banca Profilo. Covid e lockdown però hanno cambiato i progetti di Tinaba, la piattaforma fintech che nella sua app integra servizi di pagamento, investimento, bancari e crowdfunding nata nel 2015 e che opera in partnership con Banca Profilo. Fino al punto che il cda a giugno ha deciso lo smart working a tempo indeterminato.

E i nuovi uffici?

"Fin da aprile dopo quasi due mesi di smart working abbiamo iniziato a pensare di rivedere i progetti, nonostante fosse già conclusa la prima fase dell’allestimento della nuova sede", risponde Maria Rita Scolaro (nella foto), presidente di Tinaba con deleghe su personale e organizzazione.

E che cosa avete deciso?

"Di disdettare il contratto d’affitto nonostante l’onere economico. Del resto la pandemia ci ha abituati al cambiamento e al fatto che non poteva tornare tutto come prima. Così avremmo avuto uffici moderni ma del vecchio mondo. Abbiamo preferito i nuovi uffici virtuali".

Significa che tutti lavorano da casa?

"Lo smart working prevede comunque giornate di rientro settimanali eo mensili. Gli uffici, in questo caso quelli vecchi dove siamo rimasti, restano un punto di riferimento. Dove, in spazi diventati più ampi per lo smart working, ciascun dipendente può sempre decidere di venire a lavorare, socializzare, incontrarsi".

Ma il vostro lavoro ormai è svolto in gran parte da remoto?

"Una scelta accettata da tutti e con soddisfazione reciproca. Tanto che la produttività è aumentata. Certo, il settore in cui operiamo facilita l’attività da remoto così come l’essere una start up che si è sempre dotata di tecnologie innovative per la comunicazione aziendale, le videoconferenze, la firma digitale".

Il lavorare da casa non ha creato problemi di isolamento?

"Al contrario, in questi mesi oltre all’aumento della produttività e dell’efficienza, sono cresciuti anche i momenti di interazione fra di noi, ovviamente a distanza".

Nessun timore che il dipendente, da casa, lavori meno?

"Ci sono aziende che sento stanno pensando di fare retromarcia perché ritengono di non avere un adeguato controllo sulla produttività dei dipendenti. Noi non abbiamo mai applicato e non applicheremo mai un rigido controllo sul lavoro da remoto. Del resto abbiamo sempre avuto fiducia nei collaboratori e crediamo che la produttività vada misurata con il raggiungimento degli obiettivi".

E come si lavora da casa?

"Tutti avevano già un pc portatile e adesso stiamo pensando di offrire un contributo per l’acquisto di uno schermo più grande, una seduta ergonomica, la stampante perché è importante che, anche a casa, si abbia a disposizione una postazione efficiente e si possa dividere la vita familiare da quella lavorativa".