Martedì 16 Aprile 2024

Crollo di Firenze, subappalti a cascata. "In troppi sugli stessi lotti". E il rischio d’errore si alza

Le morti legate agli eccessi del massimo ribasso e alla lavorazione a catena. I sindacati: "Poca attenzione nell’edilizia, questa tragedia si poteva evitare"

Firenze, 18 febbraio 2024 – Acrobati senza reti. Il mondo del lavoro non è un circo. E i lavoratori non sono bestie, anche se può essere bestiale il trattamento loro riservato. La strage di Firenze arriva in un momento in cui l’Italia recita il macabro rosario di tre morti al giorno, sprofondando in un girone da quarto mondo.

"Siamo sul cantiere giusto per guadagnare il pane, sempre in trasferta: oggi qui domani là", dal letto d’ospedale, il manovale cinquantunenne Cristinel Spataru, miracolato dopo un volo di quindici metri in mezzo alle macerie, fornisce uno spaccato eloquente del mondo dell’edilizia degli appalti assegnati all’ultimo ribasso e della lunga teoria di subappalti.

Il cantiere dove si è verificato il crollo
Il cantiere dove si è verificato il crollo

La vita è fragile di suo. Lo è di più se si sfidano le leggi della resistenza. Se nei feudi delle costruzioni e delle fabbriche si spregiano le norme di sicurezza in ossequio alla rendita, a una produttività che dev’essere sempre al massimo della resa. "Dagli accertamenti sembrerebbe che ai lavoratori fosse applicato un contratto da metalmeccanici, non da edili – denuncia il segretario generale Fiom-Cgil Firenze Daniele Calosi –. Se sarà accertato, ciò significa che si utilizza un contratto che ha un costo minore per far risparmiare chi prende il subappalto". Un fatto "di una gravità inaudita, che avviene in una Firenze troppo spesso sopita da altre vicende, quando poi nel mondo reale si va al lavoro a morire. Questa tragedia poteva essere evitata".

Dalla demolizione del gigante di Novoli a Firenze alla costruzione del supermarket all’ex Panificio hanno lavorato sessantuno aziende. Tutto legale. Ma se un giorno un operaio fa una lavorazione e due giorni dopo ne arriva un altro che non sa che cosa e come sia stato fatto prima del suo arrivo, finisce che il rischio d’errore o d’infortunio s’innalzino. Anche se ormai il modello sella lavorazione a catena per lotti e segmenti è diffuso ovunque, specie nell’edilizia.

Ci sono responsabilità molto precise: non sono fatalità. La morte è legata alla logica dei subappalti, del massimo ribasso, del profitto fine a se stesso, a una precarietà del lavoro che non ha fine", infila dritto per dritto il segretario Cgil Maurizio Landini. La logica è che le morti sul lavoro si possono evitare e combattere "se, anziché far prevalere quella logica, prevale la logica della centralità della persona, del lavoro, della qualità del fare impresa". Per questo il segretario della Cgil chiede di "cambiare leggi assurde" e "la liberalizzazione a cascata che è stata data ai subappalti".

Si parla di responsabilità politiche precise, con le ultime leggi fatte da questo governo. "Non abbiamo intenzione di fermarci, perché non è accettabile che chi per vivere ha bisogno di lavorare debba morire".