Coronavirus, picco seconda ondata superiore alla prima (Ansa)
Coronavirus, picco seconda ondata superiore alla prima (Ansa)

Roma, 30 dicembre 2020 - La seconda ondata di Coronavirus è stata sei volte superiore per casi di positività alla prima. Lo rileva l'Instant Report Covid-19 di Altems (Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari) dell'Università Cattolica di Roma, che sottolinea come il numero di positivi covid nel giorno di picco massimo di questo inverno sia stato sei volte superiore ai registrati nel punto più alto della prima ondata. Mentre i decessi nella seconda ondata hanno superato i 36.000, mentre nella prima erano 29.000, almeno nel periodo fino al 4 maggio. 

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"Successivamente ad un periodo estivo caratterizzato da una bassissima circolazione del virus, l'inizio dell'autunno, a seguito della ripresa delle attività nei grandi centri urbani, è coinciso con una ripresa della circolazione del virus con modalità diverse rispetto a quanto accaduto in primavera". Gli esperti segnalano che la mancanza di provvedimenti restrittivi alla circolazione delle persone durante la seconda ondata, ha reso impossibile il tracciamento dei casi portando all'esplosione dei contagi fino ad arrivare al picco di nuovi positivi giornalieri il 13 novembre (40.902 nuovi positivi), più di 6 volte il valore di picco della fase 1. Mentre il picco nel numero dei deceduti in un giorno (993) nella seconda ondata è stato raggiunto il 3 dicembre 2020. 

Più colpite le Regioni e PA a nord, rispetto al sud, da 54,4 casi /1.000 abitanti (in Valle d'Aosta) a 10,4/1.000 ab. in Calabria. Nel periodo 1 marzo 2020 - 15 dicembre 2020, mentre la letalità apparente a livello nazionale era di 3,5 ogni 1.000 abitanti, in Lombardia assumeva valori di massimi di 5,37, mentre minimi in Campania, 1,36, con una differenza di 4 volte. 

Americo Cicchetti, direttore dell'Alta Scuola, spiega: "L'unica vera buona notizia che abbiamo oggi a conclusione dell'anno pandemico è l'avvio della campagna di vaccinazione di massa. La seconda ondata è per ora di gran lunga peggiore della prima. Nella prima ondata il picco dei deceduti è stato raggiunto più rapidamente (alla quinta settimana) con una discesa lenta ma costante dovuta alla progressiva efficacia delle restrizioni. Nella seconda ondata, il picco massimo nei deceduti si è raggiunto alla nona settimana e sembra stabilizzarsi. La discesa della curva non è evidente come ci saremmo aspettati. E' evidente che le diverse strategie di contenimento adottate, più blande e forse tardive nella seconda ondata, hanno portato a effetti più significativi sulla mortalità".