Giovedì 13 Giugno 2024

Corsa a due per il Csm La sfida è tra Lega e Pd

Mattarella: "L’indipendenza delle toghe pilastro della democrazia"

La poltrona è ancora per due e stavolta non c’è modo di diveiderla accordandosi. A giocarsi la carica non sono esponenti della stessa maggioranza ma nemici giurati come Pd e Lega. Oggi si elegge il vicepresidente del Csm e i più quotatisono il costituzionalista Roberto Rombol (indicato dal Pd) e l’avvocato Luigi Pinelli in quota Carroccio. Outsider è Daniela Bianchini, candidata di FdI: sarebbe la prima volta della storia avere una donna al vertice di Palazzo dei Marescialli.

Ieri, intanto, in occasione dell’insediamento del nuovo Consiglio Superiore della Magistratura, il presidente della Repubblica, Sergio

Mattarella, ha sottolineato l’importanza del ruolo che le toghe rivestono nella società: "L’indipendenza delle toghe è un pilastro della democrazia". E ha ribadito come l’organo di autogoverno debba "garantire nel modo migliore l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati che svolgono con impegno e dedizione la loro attività anche in condizioni ambientali complesse e talvolta insidiose". Quindi, dopo aver riconosciuto come quella uscente sia stata "una consiliatura complessa segnata da vari episodi che l’hanno colpita", a cominciare "dall’emergenza della pandemia" che è stata gestita dal Csm con un’"azione particolarmente proficua",

ha sottolineato Mattarella.

Un intervento pronunciato alla presenza del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e di alcune delle più alte cariche dello Stato, che suonano come una difesa di chi è chiamato a esercitare il potere giudiziario e un monito affinché questo venga gestito al meglio. Un discorso considerato particolarmente significativo in ambienti politici perché cade in un momento in cui si parla molto di riforme che, secondo parte dell’opposizione, potrebbero ridurre la portata dell’azione dei magistrati. A cominciare da quella sulle intercettazioni, ventilata in più occasioni dal ministro Carlo Nordio. Nonostante il premier Giorgia Meloni abbia frenato su ogni ipotesi di provvedimento che possa portare allo scontro con le toghe, il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, non esclude che a breve si possa "aprire una riflessione sulla possibilità di evitare il tiro a segno mediatico che lucidamente rovina le vite di persone incolpevoli". Cioè, non nasconde che ci siano "abusi" nella diffusione degli ascoltì che inducono a pensare che qualcosa debba essere cambiato".