Lunedì 15 Aprile 2024

Coltellate tra ragazzine. La preside: no all’indifferenza

Brescia, lettera di una dirigente a chi ha filmato invece di separare le compagne

Coltellate tra ragazzine. La preside: no all’indifferenza

Un frame di un video della rissa

ROÈ VOLCIANO (Brescia)

I video che mostrano "una violenza sconvolgente e oscena", e chi era presente "e "non si è indignato" che ha cosi "dato il peggio di sé". L’esortazione "a non abituarsi alla violenza", e infine l’invito, sofferto, a tornare al più presto "a essere Umani, costruiamo insieme la società dove vorremmo vivere" perché "voi ragazzi, lo sappiamo, sapete essere meglio di così". È una lettera accorata quella scritta ieri dalla dirigente scolastica Camilla Lavazza, direttrice del Cfp Scar di Roè Volciano, nel Bresciano, per rivolgersi ai propri studenti dopo la brutale rissa alla fermata dell’autobus fuori dall’istituto tra due adolescenti.

Qui una ragazzina di 15 anni, al culmine di un diverbio forse per questioni di cuore, ha estratto un coltello e colpito una 14enne ferendola al braccio, al fianco e alla gamba, causandole ferite giudicate gravi. Tutto attorno i compagni che, smartphone in mano, hanno filmato il raid incitando le ragazzine al grido di "botte, botte". Nessuno è intervenuto, ma in molti hanno postato sui social i video, subito divenuti virali. Solo alcuni passanti hanno provato a fermare le ragazze, venendo a loro volta aggrediti, sino all’arrivo dei carabinieri e dei soccorritori del 118, che hanno messo fine alla violenza e portato la ferita in ospedale e la feritrice in caserma a Salò. Per quest’ultima è scattata la denuncia per lesioni aggravate, prima di essere riaffidata alla famiglia. A quella fermata si incontrano studenti di vari istituti ma né la 15enne che ha usato il coltello né l’aggredita frequentano il Cfp. La dirigente ha comunque voluto lanciare un messaggio a tutti i ragazzi, compresi i suoi studenti: "Non conosciamo le due ragazze e nemmeno molti dei presenti ma, purtroppo, sicuramente alcuni di voi erano tra la folla che assisteva con feroce indifferenza", dice loro nell’incipit della lettera.

"Ogni oggetto è dannoso o utile a seconda di quello per cui lo si usa: un telefono cellulare può agevolarci in tante piccole incombenze oppure renderci suoi schiavi e istupidirci fino a non distinguere più la realtà, ma tutto dipende da noi. Il fatto accaduto ieri non era virtuale, era lì, accadeva davanti ai vostri occhi, eppure molti si sono schermati, ponendo come filtro quell’oggetto, riprendendo tutto, magari pensando già al successo mediatico della loro storia. Evidentemente nessuno ha pensato alle conseguenze, che ci sono state e resteranno gravissime: una ferita, che poteva diventare una giovane coetanea morta".

Milla Prandelli