Martedì 16 Aprile 2024

Processo Ciro Grillo, parla in aula l’amica norvegese della ragazza. In piazza il corteo delle donne

Tra le due ragazze ci sarebbe stato uno scambio di messaggi dopo quella notte. Fuori dal tribunale di Tempio Pausania (Sardegna): striscioni, cartelli e slogan contro la “vittimizzazione secondaria”

Il Tribunale di Tempio Pausania (Ansa)

Il Tribunale di Tempio Pausania (Ansa)

Roma, 8 marzo 2024 – E’ ripreso questa mattina a Tempio Pausania il processo per violenza sessuale di gruppo contestato a Ciro Grillo e ai suoi amici genovesi Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia. Sul banco dei testimoni, la migliore amica della studentessa italo-norvegese che denunciò lo stupro ai carabinieri di Milano dopo il rientro dalla Costa Smeralda, a fine luglio del 2019.

L’8 marzo a Tempio Pausania si vive anche da fuori l’aula di tribunale dove un presidio femminista e contro la violenza sulle donne si è tenuto in tarda mattinata. Appesi davanti al tribunale due striscioni: "Il sesso senza consenso è stupro" e "la vittimizzazione secondaria è violenza", un riferimento a quanto accade nelle aule di tribunale quando una donna denuncia un rapporto sessuale non consensuale.

“Non riuscivo a dire di no e ad oppormi". È uno dei tanti messaggi scambiati tra la studentessa italo norvegese e la sua amica norvegese nelle ore successive al presunto stupro di gruppo denunciato dalla studentessa. La ragazza, assistita da una traduttrice, è stata ascoltata nell'aula del tribunale di Tempio Pausania e ha risposto alle domande del procuratore Gregorio Capasso e del pool della difesa. Quattro cartelle di trascrizione dei messaggi tra le due amiche confluiranno all'interno degli atti del processo: è stato infatti dato incarico a un perito di trascrivere i messaggi vocali estrapolati dai telefoni della principale accusatrice, e di effettuare la traduzione di quelli scritti in inglese. “Tutto il contenuto delle chat intercorse tra le due ragazze verrà periziato. Le domande a commento di una chat non erano ipotizzabili o ammissibili”, ha spiegato a fine udienza l'avvocato Gennaro Velle, difensore di Corsiglia.

Il dibattimento si ferma tutto il mese di aprile: si torna in aula il 2 e 3 maggio, quando verranno sentiti i periti e i tecnici e il collegio acquisirà le trascrizioni dei messaggi.