Chi è tornato in Italia: "Avevo un buon lavoro. Mi mancava la famiglia"

Giulia Forghieri, classe '92, torna in Italia dopo 5 anni all'estero. La spinta finale è stata la legge che prevede agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli. Il primo anno è stato difficile ma Giulia ora lavora da remoto a Reggio Emilia per un'azienda di Milano.

"Il mio obiettivo era trovare l’equilibrio e questo per me include la vicinanza alla famiglia, agli amici. È molto complicato vivere da ‘expat’, ti senti sempre un po’ in una bolla". Dopo 5 anni all’estero Giulia Forghieri, classe ’92, ha fatto felicemente ritorno nella sua Reggio Emilia. Cosa l’ha portata all’estero? "Dopo un’esperienza in Scozia, durante la triennale in Economia e Marketing a Modena, ho frequentato un master in Business Administration all’Università di Amsterdam. L’idea era di tornare dopo 8 mesi ma sono rimasta all’estero per 5 anni. Ho lavorato a Barcellona per un anno in una multinazionale per poi tornare ad Amsterdam per altri 4 anni, fino all’ottobre 2020". Perché ha deciso di tornare in Italia?

"Dopo 5 anni devi decidere se mettere le radici nel posto dove sei, imparare la lingua, o rientrare. A 25 anni mi sono ritrovata all’estero con un lavoro ottimo che mi permetteva di essere indipendente ma non riuscivo a vedere la mia vita così lontana dal mio Paese. Amsterdam mi piaceva tantissimo ma mi sentivo un po’ sacrificata".

È stata una decisione difficile?

"Avevo tantissime paure. Lavoro nel nel marketing, nel mondo digital, e non riuscivo a capire come avrei fatto a lavorare a Reggio Emilia, non volevo trasferirmi in una grande città".

Alla fine cosa l’ha spinta a rientrare?

"La legge che prevede agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli ha aiutato molto la mia scelta. È stata la spinta finale".

Sul fronte lavorativo come è andato il rientro?

"Il primo anno è stato molto difficile, ho cambiato due lavori. Nel mio settore c’è grande richiesta di professionisti ma la difficoltà è stata trovare una posizione che mi garantisse un certo stipendio, certi benefit e una certa cultura del lavoro: per me la sostenibilità, la libertà di lavorare da dove voglio sono fondamentali. Col Covid tante cose in Italia sono cambiate".

Per i giovani ci può essere un futuro anche in Italia?

"Assolutamente sì. Adesso lavoro da remoto a Reggio Emilia per un’azienda di Milano dove vado una o due volte a settimana".

Giulia Prosperetti