Venerdì 21 Giugno 2024

Cgia, tasse record per le famiglie di Reggio Calabria. Poi Napoli e Salerno

Le famiglie più tartassate d'Italia sono a Reggio Calabria, seguite da quelle partenopee e salernitane. A Nord il record spetta a Genova. Le meno in Friuli e Veneto

Tasse

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Venezia, 21 novembre 2015 - A Reggio Calabria, Napoli e Salerno il podio delle famiglie più tartassate d'Italia dalle tasse. Secondo la Cgia di Mestre nel 2015 il peso complessivo di Irpef, addizionali comunali e regionali all'Irpef, Tasi, bollo auto e Tari ammonta a 7.684 euro nel capoluogo calabrese. Sulle famiglie partenopee, medie, invece gravano 7.658 euro. 

Al terzo posto c'è Salerno con un peso richiesto alle famiglie residenti di 7.648 euro. Seguono Messina (7.590 euro), Roma (7.588 euro), Siracusa (7.555 euro), Catania (7.547 euro) e Latina (7.540 euro). 

I nuclei famigliari genovesi con 7.405 euro sono al 13esimo posto e primi al Nord. Va meglio a nordest dove si registrano quattro delle meno tartassate in comuni veneti e friulani: Verona (7.061 euro), Vicenza (6.986 euro), Padova (6.929 euro) e Udine (6.901 euro). 

"Il differenziale tra le imposte pagate a Reggio Calabria e quelle versate a Udine è di 783 euro - commenta il coordinatore dell'Ufficio studi degli Artigiani di Mestre Paolo Zabeo. -. Se consideriamo la qualità e la quantità dei servizi offerti, è evidente che questo gap non ha alcuna giustificazione e la gran parte delle famiglie del sud che pagano le tasse subiscono una vera ingiustizia".

La Cgia ha analizzato il carico fiscale che grava quest'anno su una famiglia media composta da un lavoratore dipendente con coniuge e figlio a carico: questa famiglia tipo ha un reddito annuo di 31.000 euro (retribuzione mensile netta di 1.900 euro), vive in un'abitazione di proprietà di 100 metri quadrati (rendita catastale di 500 euro) e possiede un autovettura di media cilindrata. La Cgia sottolinea che sono stati presi in esame 50 Comuni capoluogo: 19 di regione e 31 di provincia con più di 100.000 abitanti.

MA PERCHE'? - "In Italia - segnala Zabeo - il carico fiscale sulle famiglie penalizza soprattutto quelle residenti nelle città del mezzogiorno. A gravare sulle tasche dei cittadini del sud pesano, in particolar modo, l'addizionale regionale Irpef e la Tari. L'esosità della prima è dovuta al fatto che quasi tutte le regioni del Sud sono in disavanzo sanitario: pertanto, ai cittadini di questi territori viene applicata l'aliquota massima per comprimere il deficit. L'elevato peso della seconda, invece, è riconducibile al fatto che i costi di gestione delle aziende di asporto rifiuti sono eccessivi e, come prevede da pochi anni la legge nazionale, devono essere interamente coperti dagli utenti con il pagamento del tributo. Inoltre, al Sud si sconta ancora una percentuale di raccolta differenziata molto contenuta che non consente una riduzione della tariffa, così come succede in molte città del Nord". 

IL FUTURO - Con l'abolizione della Tasi sulla prima casa, le famiglie italiane risparmieranno mediamente tra i 200 e i 250 euro nel 2016. Ma solo dal 2018 le famiglie italiane potranno beneficiare di un consistente taglio dell'Irpef. In attesa di questa misura, il carico fiscale non dovrebbe subire significative variazioni.