17 mar 2022

Omicidio Cerciello Rega, pene ridotte in appello per i due americani

Sono stati condannati a 22 e 24 anni. La vedova: "Il suo sacrificio non dev'essere dimenticato"

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Mario Cerciello Rega felice il giorno del matrimonio

Roma, 17 marzo 2022 - Omicidio di Mario Cerciello Rega: la corte d’Assise d’Appello di Roma ha ridotto le condanne per Finnegan Lee Elder e per Gabriel Natale Hjorth, responsabili dell’omicidio del vicebrigadiere, ucciso con undici coltellate a Roma nel luglio del 2019. Per Elder la condanna scende a 24 anni, mentre per Hjorth a 22 anni. In primo grado erano stati condannati rispettivamente all’ergastolo e a 24 anni.

La vedova di Cerciello

Strazianti le parole della vedova, Rosa Maria Esilio. "Il sacrificio di mio marito non deve essere dimenticato: un servitore dello Stato ucciso nel momento più felice della sua vita. Il dovere della memoria non è solo di noi familiari ma è di tutti’’. 

La difesa

“Non possiamo certo essere soddisfatti, anche se con l’eliminazione dell’ergastolo è stato tolto uno degli aspetti più iniqui della sentenza di primo grado”. Così gli avvocati Renato Borzone e Roberto Capra, difensori di Lee Finnegan Elder. “Ci chiediamo perché si sia voluto continuare a dar credito a tutti i costi alle diverse versioni di Varriale, un testimone che ha raccontato molte bugie, fornendo tante versioni diverse, che fanno acqua da tutte le parti, e tutte smentite dai fatti. Continueremo a batterci per far emergere tutta la verità ripetuta da Finnegan Elder anche oggi in aula che, dal primo interrogatorio alle intercettazioni ambientali in carcere, non ha mai cambiato la versione dei fatti. Il ragazzo non aveva compreso che il povero Cerciello Rega era un carabiniere. E questo cambia di molto le cose”.

Il delitto

Il vicebrigadiere venne ucciso con undici coltellate in appena trenta secondi, il suo collega Andrea Varriale rimase lievemente ferito. I due giovani californiani per l’agguato compiuto in una via del quartiere Prati il 26 luglio del 2019 erano stati condannati all'ergastolo in primo grado.  Alla procura di Roma e ai carabinieri bastano appena 12 ore per individuare e arrestare i due americani che avevano trovato alloggio poco distante dal luogo dell’aggressione, all’hotel Le Meridien. I due si difenderanno dicendo di aver aggredito Cerciello e Varriale (che erano in abiti civili) senza sapere che appartenessero alle forze dell’ordine e di averli scambiati per uomini mandati da Sergio Brugiatelli al quale, qualche ora prima del delitto, avevano sottratto uno zaino per vendicarsi di essere stati imbrogliati dal pusher di Trastevere Italo Pompei il quale, indicato loro dallo stesso Brugiatelli, gli aveva ceduto tachipirina frantumata al posto di un grammo di ‘neve’. Brugiatelli aveva concordato con i due americani un appuntamento per farsi restituire lo zaino in cambio di 100 euro e un po’ di droga, ma a quell’incontro si presentano Cerciello e Varriale, che vengono brutalmente aggrediti. Il primo muore dissanguato, l’altro, in stato di choc, chiama i soccorsi. Gli americani ne approfittano per fuggire e tornare in albergo con la dovuta calma, ignorando di essere ripresi dalle telecamere di videosorveglianza:  nascondono l’arma del delitto nel controsoffitto della loro stanza.

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