di Stefano Brogioni FIRENZE Da mesi la procura di Firenze ha nel mirino i concorsi per professori a Careggi. Ma stavolta l’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli, il pm di Mafia Capitale e delle stragi di Cosa Nostra, sembra covare qualcos’altro: l’ombra di un "sistema", composto dal gotha dell’Ateneo fiorentino, dalla direzione generale dell’azienda ospedaliera universitaria e da un gruppo ristretto di professori, che avrebbe indetto i bandi e predeterminato i vincitori. Oltre quaranta perquisizioni, una trentina gli indagati, svariate...

di Stefano Brogioni

FIRENZE

Da mesi la procura di Firenze ha nel mirino i concorsi per professori a Careggi. Ma stavolta l’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli, il pm di Mafia Capitale e delle stragi di Cosa Nostra, sembra covare qualcos’altro: l’ombra di un "sistema", composto dal gotha dell’Ateneo fiorentino, dalla direzione generale dell’azienda ospedaliera universitaria e da un gruppo ristretto di professori, che avrebbe indetto i bandi e predeterminato i vincitori. Oltre quaranta perquisizioni, una trentina gli indagati, svariate cattedre, anche ancora da assegnare, nel mirino (alcune presso gli atenei di Milano e Ancona), e sette persone con un’accusa pesantissima: associazione per delinquere.

Viene contestata al rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei. All’ex prorettore, Paolo Bechi, oggi in pensione, e ai prof fiorentini Marco Carini e Niccolò Marchionni ed al pratese Corrado Poggesi. All’ex direttore generale, Monica Calamai (ora all’Ausl di Ferrara), e all’attuale dg, Rocco Damone. Il presunto ’sistema’ avrebbe ordito relazioni e costruito le condizioni per una serie di corsie preferenziali, connesse ad ogni singolo concorso, bandito tra il 2019 e il 2021, in cui gli inquirenti vedono i reati di corruzione e induzione alla corruzione e abuso d’ufficio, anche soltanto tentato, finalizzati ad assegnare il posto a chi era già stato prescelto.

Coinvolta nelle perquisizioni anche l’azienda universitaria del Meyer, un’eccellenza italiana della pediatria: è indagato, per abuso d’ufficio, il direttore Alberto Zanobini. Nel mirino, tre concorsi per altrettante nomine di medici ospedalieri a professore associato. "Sono sereno perchè ho sempre operato per il bene del Meyer e continuerò a farlo con determinazione, tanto più ora, in questa fase pandemica, difficile anche per il nostro ospedale", ha dichiarato Zanobini.

"Ogni documentazione ritenuta utile è stata acquisita dall’autorità giudiziaria per ogni opportuna valutazione - spiega Dei, rettore che a giugno lascerà il suo incarico - sono sereno e fiducioso che ogni vicenda potrà essere chiarita".

Le perquisizioni, scattate all’alba di ieri mattina, nelle case e negli uffici, hanno sconquassato una giornata di ordinaria emergenza sanitaria, in una Toscana di colore arancione. Interventi e lezioni sono saltati o sono stati ritardati: le fiamme gialle hanno sequestrato telefoni, computer, documenti.

Bocche cucite in procura: "Stiamo cercando elementi per dare sostegno a un’ipotesi di lavoro", la frase di rito.

Per capire cosa abbia in mano il procuratore Tescaroli forse servirà altro tempo. Careggi è già finito sott’inchiesta e alcuni di questi indagati sono già imputati per il concorso della cattedra di cardiochirurgia o sono stati interdetti nel 2019 in un altro filone ancora. Ma mai, finora, era stato ipotizzato il reato associativo.