Lunedì 17 Giugno 2024

Sanremo, eccezionale avvistamento di capodogli. “Emozione incredibile”. Una femmina ferita alla coda

“Segno allarmante” per gli studiosi controbilanciato da un incontro ravvicinato con un giovane maschio

L'avvistamento dei capodogli al largo di Sanremo

L'avvistamento dei capodogli al largo di Sanremo

Sanremo, 8 giugno 2023 – Una femmina di capodoglio con la coda mozzata, ma anche un giovane maschio che si è affiancato alla barca scrutando le persone a bordo e regalando emozioni incredibili ai ricercatori di Tethys, protagonisti di questo eccezionale avvistamento a Sanremo, al largo di Portosole

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“Otto-nove gli esemplari, tra cui due piccoli con relative mamme e due giovani – hanno spiegato i ricercatori a bordo, Mario Gabualdi e Viola Panigada -. Anche se dispersi nel raggio di circa quattro miglia si trattava sicuramente di individui in contatto tra loro, chiaramente udibili anche all'idrofono, il microfono subacqueo capace di captare le vocalizzazioni dei cetacei”.

L'eccezionale avvistamento ha fornito anche altri dati per la conservazione degli animali: una femmina adulta, probabilmente madre di un giovane, aveva una cicatrice. “Una grossa 'tacca’ sul margine della coda, con ogni probabilità colpa dell'uomo”. “"Un segno allarmante” per gli studiosi. Potrebbe essere dovuta a una cattura accidentale in un attrezzo da pesca o a una collisione con una imbarcazione. “Quest'ultimo - proseguono i ricercatori - è uno dei problemi più drammatici per i grandi cetacei, anche nel Santuario, grande area marina protetta sovranazionale nel Mediterraneo nord-occidentale comprendente mar Ligure, Tirreno e di Corsica e dedicata proprio alla tutela dei mammiferi marini”.

Passata l'emozione per lo straordinario incontro, i ricercatori si interrogano sulle implicazioni. Secondo uno studio coordinato da Tethys tra il 15 e il 18% dei capodogli fotografati e catalogati presentano segni potenzialmente riportabili a una collisione. "I dati sono sicuramente sottostimati - afferma Maddalena Jahoda, ricercatrice e responsabile della divulgazione scientifica di Tethys -. Non sappiamo infatti quanti ne muoiono senza che si sappia. La comparsa di gruppi famigliari per quanto interessante, è però anche motivo di preoccupazione. A differenza degli adulti, i piccoli non compiono ancora lunghe immersioni, ma se ne stanno in superficie, ancora più esposti al rischio di essere investiti”.