Bullismo, un giovane su 3 lo ha subito. “Pochi denunciano e gli adulti minimizzano”

Sono i risultati emersi dai questionari a cui hanno risposto 1.689 studenti e studentesse per il progetto “Spalla a Spalla”

Un ragazzo su tre ha subito atti di bullismo

Un ragazzo su tre ha subito atti di bullismo

Roma, 7 febbraio 2024 - Un giovane su 3 afferma di aver subito atti di bullismo, ma solo pochi trovano il coraggio di rivolgersi a un adulto (che non sempre lo aiuta, ndr). Sono i risultati delle analisi dei questionari a cui hanno risposto 1.689 studenti e studentesse (82% tra i 13 e 15 anni e il restante tra i 16 e i 18) in quella che è stata la prima fase del progetto nazionale "Spalla a Spalla", realizzato da Head&Shoulders, in collaborazione con l'Associazione Fare x bene. Dati che devono fare riflettere specialmente oggi in occasione della Giornata Mondiale contro il bullismo e cyberbullismo e del Safer Internet Day.

Sensibilizzare sul tema del bullismo giovani e adulti

Lo scopo è sensibilizzare giovani e adulti in Italia sul tema del bullismo, a partire dai banchi di scuola. Il progetto ha due scopi: una campagna nazionale di sensibilizzazione per educare, sensibilizzare, prevenire e contrastare ogni tipo di fenomeno legato al bullismo, anche online, e uno speciale percorso per gli studenti di 20 Scuole Secondarie di 2° Grado in tutta Italia e per i loro adulti di riferimento (insegnanti, genitori e personale ATA).

Un ragazzo su tre ha subito atti di bullismo
Un ragazzo su tre ha subito atti di bullismo

L’aspetto fisico il più preso di mira

I questionari sottoposti agli studenti di 8 Istituti Scolastici hanno scattato una prima fotografia di come giovanissimi studenti e studentesse vivono il problema del bullismo. L'aspetto fisico è tra le motivazioni del bullismo, come risulta dai questionari del 29,7% degli adolescenti. A seguire i bulli prendono di mira il modo di vestire, le origini e l'orientamento sessuale.

Sui social l’exclusion e le offese

Stesso discorso sui social, con gli episodi di exclusion (come ad esempio l'esclusione da gruppi WhatsApp), prese in giro e linguaggio offensivo. Anche online il 36,8% degli interpellati afferma di aver subito angherie almeno una volta. E come a scuola anche in internet la motivazione degli attacchi è diretta all'aspetto fisico (86,5%) e l'orientamento sessuale (65,3%).

I ragazzi non denunciano e gli adulti minimizzano 

Purtroppo molti non sanno come reagire, come comportarsi, e quasi 1 su 4 non fa nulla. I 'bullizzati' finiscono per abituarsi alle provocazioni, o peggio ancora perché convinto di non poter cambiare la situazione. Quest'ultimo dubbio poi è ancora più preoccupante perché secondo i giovani l'intervento degli adulti poco potrebbe, se non trovarsi un padre o un insegnante che invece di proteggerli sminuisce l'accaduto. C'è anche un 8,9% che risponde agli aggressori offendendo a sua volta, ma meno del 3% denuncia il bullo o si rivolge ad un adulto. Secondo l'indagine il quadro è complicato proprio dalla mancanza di dialogo con gli adulti.

Il progetto Spalla a Spalla continuerà toccando tutti e 20 gli istituti scolastici per raccogliere le confidenze di migliaia di giovani ragazze e ragazzi e costruire un vero e proprio osservatorio sul fenomeno del bullismo in Italia.