Giovedì 18 Aprile 2024

Altavilla Milicia, Bruzzone: “Barreca non ha ucciso, vi spiego perché. Il ruolo della coppia”

La criminologa dopo l’incontro in carcere con l’uomo accusato, con la figlia 17enne e i ‘fratelli di Dio’, di aver seviziato fino alla morte moglie e due figli: “Un racconto lucido e agghiacciante”

Strage di Altavilla Milicia: la criminologa Roberta Bruzzone ha incontrato in carcere Giovanni Barreca

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Altavilla Milicia (Palermo), 7 marzo 2024 – La strage di Altavilla Milicia vista dalla criminologa Roberta Bruzzone, che ha avuto 4 ore di colloquio con Giovanni Barrecaieri in carcere.

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Dottoressa Bruzzone, lei oggi è consulente dell’uomo arrestato con la figlia 17enne e la coppia dei ‘fratelli di Dio’ per l’omicidio della moglie e dei figlioletti di 5 e 16 anni.

“Giovanni Barreca ha fatto un racconto preciso e dettagliato, lo stiamo riscontrando. Dipinge in modo molto chiaro chi ha fatto cosa in quei giorni di orrore”. Anche lui è in carcere per omicidio.

“Ma, a quanto ci risulta, non ha ucciso nessuno direttamente. Piuttosto, era lì e non si è adoperato per salvare i suoi familiari. Quello che ha raccontato è agghiacciante. Un giorno potremo chiarirlo”.

E come ha motivato il fatto di non essere intervenuto?

“Quello che stava accadendo, secondo la sua convinzione, era indispensabile per salvare l’anima della moglie e dei due figli. Ha dato risposte coerenti, come tutti i paranoici gravi che hanno un delirio mistico”.

Condizione di delirio ma anche ‘lucidità’ nella ricostruzione, lei osserva.

"Ma questo è tipico di chi ha una struttura delirante di matrice psicotica, inscalfibile”.

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Perché nessuno attorno alla famiglia si era accorto di questi deliri sul diavolo?

"Veramente non era una novità che Barreca fosse molto religioso e convinto che il diavolo potesse interferire in tutto, se aveva il raffreddore o se l’auto si fermava”.

Lo ha detto anche ai carabinieri la notte in cui si è consegnato, “gli spiriti mi hanno bloccato pure la macchina”.

"Tutti, prima, riconducevano questi argomentazioni a aspetti innocui. Perché fino a quel momento era stato tutto innocuo. Questo era il contesto in cui viveva la famiglia. Queste risulta fossero anche le convinzioni della moglie. Era stata lei, infatti, a contattare la coppia Fina-Carandente”.

Qual è l’idea che si è fatta finora?

"Dimostreremo che Barreca ha agito su una condizione psicotica preesistente, che è stata accentuata dalla presenza di questa coppia. Si è sentito confermato e molto indirizzato su questa posizione. Uno con i suoi strumenti non poteva reggere”.

Però lei è convinta che Barreca non abbia ucciso.

"Barreca non ha ucciso nessuno”.

Quali sono i contorni di questa storia, ci sono altri protagonisti occulti?

"Protagonisti con un ruolo attivo non credo proprio. Sicuramente si possono ipotizzare altri soggetti con cui la coppia Fina-Carandente potrebbe aver avuto contatti, anche nei giorni della strage. Questo è possibile e le indagini stanno cercando di appurarlo”. Qual era lo scopo dei cosiddetti ‘fratelli di Dio’, a suo parere?

"Sono convinta che l’obiettivo vero fosse la villetta dei Barreca. Magari non subito ma questo era lo scopo finale”.